Suicidio. È la parola che l'ex medico personale di Maradona, Alfredo Cahe, ha usato per spiegare cosa è accaduto all'ex Pibe de Oro. È stato per 30 anni al suo fianco (dal 1977 al 2007), ne ha conosciuti pregi e difetti, vizi e virtù umane. E soprattutto ne ha seguito a lungo tutto il percorso di vita e terapeutico seguito dall'ex campione argentino. "Per me è stato un sudicio", ripete durante l'intervento nel corso della trasmissione di elnueve.tv e spiega perché è arrivato a questa deduzione. "Diego era stanco e si è lasciato andare, non ce la faceva più. E ha avuto intorno persone che non si sono prese cura di lui come avrebbero dovuto". Come sarebbe stato giusto nei confronti di un paziente del suo tipo. "Una persona che gli era molto vicina (ma non ne ha fatto il nome, ndr) mi confessò non voleva più vivere".

Ecco perché rimarca quel concetto, facendo riferimento alla gravissima forma di depressione nella quale versava da tempo. L'ultimo contatto con il ‘Dieci' è stato alla Clinica Olivos di Buenos Aires, in occasione del ricovero per l'operazione subita alla testa (rimozione di un ematoma subdurale alla parete sinistra). "Era completamente sedato e dormiva. Non mi hanno fatto parlare con nessuno".

Il tentativo di suicidio a Cuba

Non è la prima volta che l'ex dottore parla di grave negligenza, ne è convinto ancora di più oggi che c'è in corso un'inchiesta da parte della Procura di San Isidro sulle circostanze in cui è maturato il decesso. Cahe, però, sostanzia la propria idea menzionando altri episodi che scandiscono la situazione emotiva dell'ex calciatore, un quando d'instabilità psichica e di condizione generale di salute compromessa. A Cuba, durante il periodo di riabilitazione, Maradona aveva tentato di togliersi. "Salì a bordo di un'auto e andò a schiantarsi contro un bus. Lo salvarono per miracolo", ha aggiunto.

Una lesione al cervello gli impediva di parlare bene

El Diez non è mai riuscito a riprendersi, è la tesi del dottore. Anzi, col passare del tempo la sua situazione è andata aggravandosi. Ci sono ancora altri dettagli che, alla luce di quanto accaduto, fanno luce su altri aspetti di Maradona. "A Cuba si sedeva vicino al mare e stava in silenzio". Parlava male, non riusciva a pronunciare bene le parole né ad articolare le frasi per un motivo preciso. "Diego ha avuto una lesione cerebrale che non ha mai portato all'Alzheimer e assumeva psicofarmaci che non erano adeguati. Aveva solo bisogno di pace e tranquillità per riprendersi e non poteva ottenerle di certo con quelle medicine".