Dopo aver pianto la morte di Diego Armando Maradona, l'Argentina rischia di perdere un'altra icona Albiceleste. Leopoldo Jacinto Luque, oggi 71enne, è ricoverato a causa del Covid-19 in gravi condizioni nella Cuyo Clinic a Mendoza. La sua prognosi è riservata ma lo stato di salute dell'ex campione del mondo nel 1978 è peggiorato progressivamente nelle ultime ore. La febbre alta e le difficoltà respiratorie sono una diretta conseguenza dell'evoluzione del contagio. Il bollettino medico ha confermato come la sua vita sia appesa a un filo nonostante il paziente risulti "al momento stabile, senza cedimenti in altri organi".

Il 29 dicembre scopre di aver contratto il Covid

L'ex calciatore ha avvertito i primi sintomi il 25 dicembre scorso ma solo quattro giorni dopo gli è stato diagnosticato il coronavirus. È il 29 dicembre che, sottopostosi a tampone, ha scoperto di aver contratto il virus ma si mostra tranquillo nonostante un precedente problema ai polmoni lo renda un soggetto ad alto rischio. "Sarò costretto a stare una decina di giorni in isolamento – disse Luque che, come riportato dai media argentini, fece anche una battuta sulle sue condizioni -. Mi spiace molto che non potrò fare il bagno nella mia piscina…".

Campione del mondo nell'Argentina dei ‘generali'

Luque non era particolarmente sofferente e il virus sembrava fosse sotto controllo. Almeno fino a quando il suo organismo non ha accusato battute a vuoto: l'indice di saturazione di ossigeno molto basso collegato ad altri disturbi ha reso necessario il trasporto in Terapia Intensiva per essere sottoposto a ventilazione meccanica. In carriera, oltre alla maglia del River, ha indossato anche le casacche di Rosario Central, Racing e Chacarita. Independiente Rivadavia e Argentino de Mendoza sono i club nei quali ha avuto anche un'esperienza di direttore tecnico. I tifosi della Selecciòn lo ricordano per aver fatto parte di quella nazionale che regalò la Coppa del Mondo ai Generali.