Dopo la fine della telenovela Leo Messi, il Barcellona dovrà rimettere assieme i cocci di un rapporto ormai ai minimi termini tra la Pulce e il club. In particolare nella persona del presidente Josep Maria Bartomeu, nemico dichiarato di Messi, la principale ragione per cui, nel corso dei mesi, era maturata la decisione di lasciare il Barça. Bartomeu è stato attaccato da Messi anche in occasione dell'intervista-verità in cui ha raccontato l'ultima stagione in blaugrana, la decisione di cambiare squadra e il modo in cui si è ritrovato costretto a restare un altro anno a Barcellona. Bartomeu, accusato di cattiva gestione societaria, è rimasto irremovibile sulla sua posizione di non lasciar partire Messi senza il pagamento della clausola rescissoria da 700 milioni. E ha vinto il braccio di ferro, alla fine dei giochi.

Adesso, però, tende una mano al suo campione-rivale. Messi tornerà ad allenarsi con il Barcellona dopo aver saltato tutte le prime sedute previste nei giorni scorsi, le prime di preparazione alla nuova stagione. Coerente con la posizione contrattuale (si riteneva libero), Messi mai non si è presentato al centro sportivo del Barça in questa settimana. Esponendosi al rischio di una multa salata da parte del club, con trattenute importanti sullo stipendio mensile. Ed è qui che il Barcellona, con Bartomeu in prima fila, sorprende con la decisione di non adottare alcun provvedimento nei confronti del suo capitano. Un'idea che Bartomeu aveva già anticipato a Jorge Messi, papà di Leo, nel corso dell'incontro decisivo per il futuro della Pulce, in un tentativo di ammorbidirne la posizione e riavvicinarlo al Barça. Non è servito, in fin dei conti: Messi ha spiegato che resterà solo perché impossibilitato a cambiare squadra e meno del pagamento della clausola. Ma Bartomeu, almeno in questo caos, ha deciso di mantenere la sua parole. Messi sarà graziato e non dovrà pagare alcuna multa per le ripetute assenze agli allenamenti.