Rafael Leao ha aiutato il Milan a vincere contro il Torino. L'attaccante rossonero ha messo a segno la rete dell'1-0 che ha ha dato il via alla vittoria della squadra di Stefano Pioli. In questa stagione, il giovane talento portoghese, è già riuscito raggiungere il numero di gol che aveva realizzato nella scorsa annata quando con un totale di 6 reti in campionato, aveva comunque contribuito a rendere magico il post lockdown da record dei rossoneri. In questo periodo però, l'ex Lille ha avuto il duro computo di sostituire Zlatan Ibrahimovic nel ruolo di prima punta e non più di esterno d'attacco nel 4-2-3-1.

I risultati non sono cambiate, anzi, se vogliamo, sono migliorati. Il portoghese è infatti arrivato a 6 realizzazioni tra campionato ed Europa League con tanto di 4 assist messi a segno solo in Serie A. Numeri che fanno ben sperare e che dimostrano ancora una volta il talento di questo ragazzo. Dopo un inizio di stagione difficile tra Covid e recupero della forma fisica, ora Leao rappresenta la vera e propria arma in più di Pioli per ristabilire solidità alla squadra mantenendo il primato in classifica.

Leao è l'uomo in più di questo Milan

Sembrava un'impresa ardua quella di sostituire Zlatan Ibrahimovic nel ruolo di prima punta e in certi casi è stato così. Ma Rafael Leao è riuscito comunque a non far rimpiangere l'assenza dello svedese mettendo a segno gol e giocate strepitoso. Da inizio stagione ad oggi ha messo a segno 6 gol complessivi: 5 in campionato e 1 in Europa League. Più 4 assist, tutti realizzati in Serie A.

Per quanto riguarda i numeri complessivi di Leao in stagione, sono i tiri in porta a balzare all'occhio. Ben 24 complessivi di cui 14 in area di rigore, sintomo di grande personalità del giocatore che preferisce sempre affrontare il difensore in area di rigore che calciare da fuori. Di questi 14, 6 sono andati in rete, praticamente quasi la metà, che ne evidenzia il suo essere cinico e determinante.

Ciò che ha sorpreso di più nella crescita del portoghese, è stata soprattutto la capacità di non dare punti di riferimento in attacco, nonostante il ruolo da prima punta. Mobile, sempre nel vivo del gioco sfruttando le sue lunghe leve e la velocità che lo caratterizza, l'attaccante del Milan è stato capace di disorientare spesso gli attaccanti sfruttando bene gli spazi. Ottimo anche il suo lavoro in fase di scarico per i centrocampisti che dal punto di vista tattico ha favorito molto il gioco di Calhanoglu in fase realizzativa.