30 Luglio 2022
14:35

L’allenatore fa un gesto folle e abbatte il giocatore avversario in fuga: “È stato puro istinto”

Durante la partita tra Velez e Godoy Cruz, l’allenatore Alexander Medina decide di intervenire in prima persona in campo per fermare con uno sgambetto il giocatore avversario. L’arbitro non può far altro che estrarre il cartellino rosso.
A cura di Fabrizio Rinelli

Quando il difensore non riesce a fermare un avversario in fuga l'aiuto arriva dalla panchina. Non significa che l'allenatore lo sostituisca con un altro giocatore, ma semplicemente che sia proprio il tecnico ad intervenire. Un qualcosa di inusuale che però è successo davvero in Argentina. Era il 37esimo minuto della sfida tra Velez e Godoy Cruz e la gara, ferma sull'1-1, non si sblocca. Ecco perché Alexander Medina, allenatore del Velez, decide di intervenire con una scelta a dir poco discutibile. In quel momento Perrone stava correndo lungo la fascia lanciato verso la porta del Velez e così Medina decide di fare di testa sua.

Troppo forte la voglia di resistere e non intervenire per fermare Perrone. Medina si trova il giocatore avversario sulla linea del campo a un centimetro da lui. Il giocatore del Godoy Cruz riesce a tenere la palla in campo e nel tentativo di raggiungerla viene bloccato da qualcosa: la gamba dell'allenatore del Velez. Medina infatti decide di fermarlo con uno sgambetto per farlo finire a terra non concedendogli di raggiungere la porta. L'arbitro interviene in modo tempestivo e inevitabilmente non può far altro che estrarre il cartellino rosso all'allenatore costretto a lasciare il campo a una manciata di minuti dal termine della partita.

Già a Talleres, il Cacique era stato protagonista di un gesto simile nel tentativo di scendere in campo per fermare la palla, in una partita contro l'Unión, ma non di un'aggressione come accaduto in questa occasione allo stadio Malvinas Argentina di Mendoza. "Stava lottando con Guidara ed è scivolato ed è uscito dal campo – ha spiegato a fine partita Medina in conferenza stampa – Istintivamente gli ho messo il piede. Ma l'espulsione è stata sacrosanta". Il tecnico è stato sincero nel momento in cui ha ammesso le sue colpe:

"Noi sentiamo il calcio in un modo particolare – ha spiegato – Gli allenatori, al di là del fatto che pochi anni fa ho smesso di giocare, non abbiamo perso ancora l'indole del calciatore". Una spiegazione che non fa una piega ma che comunque non giustifica un simile gesto: "È stato comunque un episodio isolato, non succede niente di tutto ciò negli altri giorni", ha confermato l'uruguaiano a fine partita. Perrone, ovvero il giocatore abbattuto dall'allenatore avversario del Velez ha parlato di quanto accaduto: "Penso che ci voglia uno spirito di pace e di competitività, stavamo ancora giocando e non è stato un buon atteggiamento".

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