La Serie A sembra tornata ricca con 1,16 miliardi spesi sul mercato: poi si guarda l’abisso con la Premier
La Serie A ha chiuso il mercato estivo 2026 con 1,16 miliardi di euro spesi, seconda in Europa davanti a Bundesliga, Liga e Ligue 1. Un dato che fa pensare a un campionato tornato ricco. Ma basta guardare cosa è successo in Premier League: i club inglesi hanno superato i 4,1 miliardi, più di quanto abbiano speso insieme gli altri quattro grandi campionati europei.
La distanza non dipende dal numero delle operazioni. Nei dati Transfermarkt complessivi la Serie A conta 752 movimenti in entrata contro 367 inglesi, ma eliminando prestiti e trasferimenti interni il confronto cambia: 109 operazioni italiane contro 124 della Premier, mentre la spesa resta attorno a 1,08 e 3,7 miliardi. Con quasi lo stesso numero di movimenti, il valore medio inglese è circa triplo.
Perché la Premier può spendere quattro volte la Serie A
La spiegazione parte dalla ricchezza strutturale del campionato inglese. Deloitte ha calcolato 6,8 miliardi di sterline di ricavi aggregati nel 2024/25, contro circa 3 miliardi di euro della Serie A. Per la Premier la previsione è inoltre di superare i 7 miliardi di sterline nel 2025/26, anche grazie al nuovo ciclo dei diritti audiovisivi. A questa base si aggiunge un mercato interno che continua ad alimentare se stesso: il 38% degli affari dell'ultima sessione è avvenuto tra club della stessa Premier.
È il meccanismo già raccontato da Fanpage: una cessione produce subito una plusvalenza, mentre il costo dell'acquisto viene ammortizzato negli anni. Con il nuovo Squad Cost Ratio, quelle plusvalenze possono inoltre aumentare lo spazio regolamentare per nuove spese. Un circuito che sostiene valutazioni sempre più alte restando, nella maggior parte dei casi, dentro le regole.
Enzo Fernandez, Rogers e Barcola: il mercato inglese è un altro sport
I trasferimenti dell'estate mostrano la sproporzione. Il Manchester City ha pagato circa 125 milioni di sterline per Enzo Fernandez e 116 per Elliot Anderson; il Chelsea 117 per Morgan Rogers, il Liverpool oltre 100 per Bradley Barcola e il Tottenham fino a 100 per Sandro Tonali. Quattro degli undici acquisti più costosi della storia della Premier sono arrivati nella stessa estate.
Altrove le cifre sono diverse: il Milan ha investito 74 milioni più bonus per Gonçalo Ramos, il Dortmund circa 38 per Karetsas, lo Sporting 30 per Zalazar. E il saldo chiarisce il punto: la Premier ha chiuso con circa 1,6 miliardi di saldo negativo, contro i 423 milioni della Serie A.
La Serie A è davvero tornata a spendere: il confronto con gli ultimi sei mercati
Il secondo posto della Serie A non è soltanto un effetto della sessione 2026. Negli ultimi sei mercati estivi i club italiani hanno recuperato terreno rispetto alla fase immediatamente successiva alla pandemia: da circa 623 milioni nel 2021 ai 749 del 2022, fino a sfiorare i 900 nel 2023 e superare il miliardo nelle ultime due estati.
Nel 2025 la spesa era arrivata a 1,19 miliardi, nel 2026 si è fermata a 1,16. In entrambe le sessioni l'Italia è stata nettamente davanti a Bundesliga, Liga e Ligue 1. La crescita della Serie A rispetto alle concorrenti continentali è quindi reale. Ma nello stesso periodo la Premier ha aumentato ulteriormente la propria capacità economica. Il secondo posto italiano esiste: tra essere secondi e competere economicamente con la Premier c'è però un abisso.