La risposta del Como a chi dice che “non ha italiani” esiste già: guardate la squadra Primavera

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Il debutto in Youth League ha permesso di vedere all’opera una generazione che rappresenta una parte importante della strategia societaria: nomi e percorsi raccontano la direzione presa dal club.

C'è un altro risultato del Como che è sotto i riflettori: il pareggio (1-1) della squadra giovanile nella Youth League contro i pari età del Lipsia. E no, non è affatto oscurato dal successo storico della squadra di Cesc Fabregas in Champions (4-1 ai tedeschi). Anzi, è la risposta più forte che la società potesse dare alla critica più severa mossa nei suoi confronti: nel settore giovanile il club lariano sta cercando di costruire una maggiore presenza italiana che oggi manca alla prima squadra. Il percorso passa attraverso una Primavera che mette assieme una serie di tasselli: talenti del vivaio, giovani connazionali arrivati da altre esperienze, prospetti stranieri. Il debutto positivo nella Coppa dei giovani ha rappresentato una prima, importante vetrina internazionale per questa filiera che racconta qual è la direzione presa: alimentare la simbiosi tra il settore giovanile e la prima squadra.

Il vivaio sempre più "italiano" del Como

Il tema del "Como poco italiano" è stato uno dei più discussi da quanto il fenomeno lariano s'è ritagliato un ruolo d'eccezione. Se da un lato la prima squadra è stata allestita con un mercato molto aggressivo a livello internazionale, dall'altro il settore giovanile ha seguito una traiettoria opposta aumentando gli investimenti sui giovani italiani da inserire nell'Academy e nella Primavera. Osian Roberts, Head of Development del Como, ha usato spetto una frase molto efficace per spiegare qual è la filosofia di fondo del progetto: "Se sei abbastanza forte, sei abbastanza grande". In buona sostanza, la Primavera non è considerata come entità a sé rispetto alla prima squadra ma come uno dei passaggi di crescita: i ragazzi che dimostrano di essere pronti, possono essere chiamati ad allenarsi coi più grandi.

Dalle formazioni e dalle ultime gare emergono già alcuni profili italiani: Cristian Mazzara (autore della rete contro il Lipsia), Mattia Damioli, Lorenzo Bonsignori, Cristiano De Paoli, Kevin Fustini, Matteo Albini, Ettore Broggian, oltre a Matteo Grilli, Riccardo Cassano, Achille Tigano, Samuele Pisati, Andrea Baralla.

A Falsini il compito di trasformare il progetto in giocatori pronti per il salto

Gianluca Falsini è il nuovo allenatore che ha preso in gestione il gruppo reduce dalla promozione in Primavera 1. Tocca a lui tessere parte della trama che crea un rapporto simbiontico tra il settore giovanile e la prima squadra perché questo progetto può funzionare solo se al talento prodotto dal vivaio viene effettivamente fornita una opportunità per fare un passo in avanti, sentirsi parte integrante di un percorso futuro. Per questo l'interazione con Fabregas è centrale.

Durante le soste delle Nazionali alcuni Primavera hanno avuto l'opportunità di allenarsi con la prima squadra. È un modo per abituare i ragazzi a ritmi, richieste tattiche e livello tecnico completamente diversi. Ma soprattutto consente allo staff del tecnico spagnolo di conoscere direttamente i giocatori del vivaio. E la Youth League è soltanto la prima vetrina.

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