La Procura chiede il fallimento per il Brescia Calcio di Cellino: cosa può accadere e cosa cambia per Union Brescia

La Procura ha chiesto il fallimento del Brescia Calcio, aprendo un nuovo e delicato capitolo nella lunga e tormentata vicenda che lega Massimo Cellino alla società lombarda. Il sostituto procuratore Iacopo Berardi si è infatti associato all’istanza di liquidazione giudiziale presentata dall’avvocato Mattia Grassani, tra i creditori del club dopo la mancata iscrizione ai campionati professionistici della scorsa estate.
Parallelamente, l’imprenditore sardo tenta di scongiurare il crac puntando su un piano di risanamento depositato in tribunale. Davanti al giudice Alessandro Pernigotto si è tenuta la prima udienza per valutare la concessione delle misure protettive, una sorta di “scudo” che bloccherebbe per 120 giorni le azioni dei creditori. Tuttavia, l’esperto nominato dalla Camera di Commercio ha espresso forti perplessità sulla reale sostenibilità del progetto senza queste tutele.

Il nodo resta soprattutto economico: i debiti del Brescia sfiorano i 19 milioni di euro, mentre la proposta di Cellino per chiudere i contenziosi si aggira intorno ai 4,5 milioni. L’ex patron si dice pronto a coprire personalmente fino a 1,8 milioni, ma l’offerta ha già incontrato resistenze, in particolare da parte dell’Agenzia delle Entrate, cui sarebbe dovuta una cifra vicina ai 9 milioni.
Cosa può accadere a e cosa cambia per Union Brescia
Sullo sfondo resta anche la trattativa con Union Brescia per la cessione di beni storici del club, dal marchio ai trofei, fino alla matricola e ai diritti legati alla futura rivendita di Sandro Tonali. I tempi sono stretti e le scadenze fissate, ma l’ipotesi del fallimento resta sempre più concreta.
Nel tentativo di scongiurare il fallimento rientra anche il dialogo aperto tra Brescia Calcio e Union Brescia, confermato dallo stesso presidente Giuseppe Pasini poco prima di Natale nel corso della trasmissione ‘Parole di calcio' su Teletutto.

Il negoziato riguarda un pacchetto ampio di asset: dalle attrezzature sportive ai trofei, passando per i diritti d’archivio, il nome “Brescia Calcio”, la storica “V” sulle maglie e la matricola federale, alla quale è legata anche la percentuale sulla cessione di Sandro Tonali dal Milan al Newcastle, un introito superiore agli 800 mila euro.
Nel perimetro della trattativa è finito anche il centro sportivo di Torbole Casaglia, ma a fine dicembre le posizioni delle parti restavano ancora distanti. I tempi, però, sono ormai serrati: Cellino dovrà rispondere entro la fine di gennaio alla manifestazione di interesse di Pasini, mentre la chiusura dell’operazione è prevista entro marzo. Nel frattempo, il rischio di un fallimento del vecchio Brescia si fa sempre più concreto.