La porta del Napoli vuota durante il match col Copenaghen: che fine aveva fatto Milinkovic-Savic

Minuto 20 del primo tempo di Copenaghen-Napoli, penultima giornata della fase campionato di Champions League (partita che finirà poi 1-1): le immagini del match trasmesse in diretta TV fanno strabuzzare gli occhi a più di uno spettatore. Gli azzurri fanno girare il pallone nella propria metà campo, arretrano fin dentro la propria area di rigore, e lì c'è la sorpresa: tra i pali della porta partenopea non c'è nessuno, Vanja Milinkovic-Savic è letteralmente sparito. La sorpresa diventa mistero quando il video di quegli istanti si diffonde sul web: c'è chi dice di essersene accorto mentre guardava la partita, chi ipotizza dove mai potesse essere il portiere del Napoli. La spiegazione ce l'hanno tutti gli spettatori che martedì sera erano allo stadio Parken: qualcosa che in TV non si poteva vedere, semplicemente perché era uscito dall'inquadratura.
Milinkovic-Savic non si è mai volatilizzato né ha abbandonato il terreno di gioco per qualche bisogno urgente: il 28enne gigante serbo è ancora lì in campo, ma tutto decentrato vicino alla bandierina del calcio d'angolo.
Cosa è successo nel primo tempo di Copenaghen-Napoli: Milinkovic-Savic ‘sparisce' dal campo
Il match tra Copenaghen e Napoli in quel momento è sullo 0-0. Rimessa laterale per la squadra di Antonio Conte, Di Lorenzo scodella per Lobotka, che serve all'indietro Juan Jesus. Il difensore brasiliano attraversa orizzontalmente mezza area di rigore, poi passa il pallone a Spinazzola, che rilancia lungo in avanti. Durante tutta l'azione la porta appare vuota, né si nota alcuna traccia della sagoma massiccia – e molto visibile per via della divisa completamente rossa – di Milinkovic-Savic.
Il comportamento corretto del portiere del Napoli: si allarga per dettare il passaggio ed eludere il pressing
È accaduto che l'ex portiere del Torino abbia fatto esattamente quello che va fatto in questi casi, qualcosa che è più congeniale per gli estremi difensori che sono abituati a giocare coi piedi e partecipare maggiormente all'azione: il serbo, quando ha visto come si stava sviluppando all'indietro l'azione, si è prontamente decentrato verso la bandierina del corner (sparendo così dall'inquadratura) per ‘allargare' il più possibile la linea di passaggio del compagno e aggirare così il pressing avversario.
Un comportamento che ha avuto come effetto collaterale la ‘sparizione' di Milinkovic-Savic dal televisore. Nessun mistero, solo un'interpretazione corretta del suo ruolo in fase di uscita bassa, quando la circostanza lo richiedeva.