La Juventus lascia a casa Cristiano Ronaldo e manca l'appuntamento con la vittoria. Contro il Benevento i bianconeri non vanno oltre l'1-1, maturato nel primo tempo in virtù delle reti di Morata e Letizia. Un passo falso che pesa, dopo un avvio di campionato non brillantissimo, e che farà discutere per la decisione di non convocare il portoghese, anche alla luce dell'evidente passo indietro sul piano del gioco. Per Inzaghi e i suoi un punto d'oro e meritato per quanto visto in campo.

La Juve senza Cristiano Ronaldo cerca i guizzi decisivi da altri giocatori. Occhi puntati soprattutto su Paulo Dybala, che si muove tanto ed è spesso nel cuore dell'azione, ma dà sempre la sensazione di essere un gradino (abbondante) sotto i suoi standard di rendimento, soprattutto quando cerca la porta. Per fortuna di Pirlo in campo c'è Morata, che si conferma nel miglior periodo di forma attraversato in carriera e trova il gol dello 0-1 dopo venti minuti, in seguito ad una grande giocata individuale. La Juve fa valere il tasso tecnico differente contro un Benevento che dà comunque la sensazione di fare il massimo, perché si sacrifica con generosità in fase difensiva e prova ad impensierire Szczesny non appena la Juventus ne concede l'opportunità. Lapadula ci prova in un paio di circostanze, ma è a sorpresa Letizia, negli istanti finali del primo tempo, a trovare la rete del pareggio con un bel diagonale di prima intenzione. Una rete dedicata a Maradona, da buon napoletano.

L'1-1 con cui la Juventus rientra negli spogliatoio ha l'effetto di una doccia fredda sulla squadra di Pirlo, che fino a quel momento era stata più vicina al raddoppio che a rischiare il pari. Così al rientro in campo la partita si fa persino più complicata per la Juve. Il Benevento si difende con ordine e massima disponibilità da parte di tutti, ma allo stesso tempo si mostra sempre attento alle possibili opportunità di ripartenza. La manovra della Juventus, invece, perde ritmo e si fa macchinosa: a parte un paio di occasioni capitate a Morata, il dominio bianconero è tanto evidente quanto sterile. E a poco servono i cambi di Pirlo, che manda in campo Kulusevski e Bernardeschi nel tentativo di ravvivare le cose negli ultimi 16 metri.