Dieci calciatori che al rientro in Italia dovranno essere sottoposti a quarantena (due settimane) come previsto dalle prescrizioni del Governo per la fase di pandemia da Covid-19. È questa la situazione della Juventus che – al netto del caso Paulo Dybala, non ancora negativo al tampone dopo essere stato contagiato – "accoglie" gli stranieri che avevano lasciato l'Italia dopo l'ultima gara di campionato (8 marzo) contro l'Inter.

Il primo a partire, complice anche il ricovero della madre in ospedale, fu Cristiano Ronaldo seguito a ruota da Gonzalo Higuain, Douglas Costa, Alex Sandro, Danilo, Sami Khedira, Adrien RabiotSzczęsny e Matthijs de Ligt. Per tutti, considerando le difficoltà legate dai viaggi, una volta atterrati nel Paese è previsto l'isolamento domiciliare. Il più atteso è sempre CR7 che, a causa dei piani di volo, nel tardo pomeriggio di domenica è atterrato col proprio jet privato (il Gulfstream G-200) a Funchal prima di fare rotta verso lo scalo di Caselle (dove è arrivato intorno alle 22.25). A Madeira il cinque volte Pallone d'Oro bianconero ha sì stabilito il personalissimo e lussuoso "buen retiro" ma s'è allenato e ha continuato a tenersi in forma.

Detto della quarantena per i calciatori che rientrano dall'estero, coloro che sono già a Torino avranno la possibilità di riprendere gli allenamenti individuali nel centro sportivo della Continassa. Lo faranno seguendo le norme sanitarie indicate dalla federazione dei medici sportivi e in base alle prescrizioni sul distanziamento sociale. Impossibile avere accesso agli spogliatoi o ad ambienti condivisi: per cambiarsi e fare la doccia i giocatori bisogna usufruire delle proprie stanze nello J Hotel. Alcuni giocatori già sono stati sottoposti alle visite al J Medical: si tratta di Cuadrado, Bernardeschi, Pjanic, Ramsey e Bonucci.

Il via libera da parte del Viminale agli allenamenti individuali delle squadre ha rimesso in moto la macchina organizzativa del club nell'attesa che il Governo chiarisca cosa intenda fare (se riprendere o meno la stagione) anche in base alla definizione del protocollo sanitario del comitato medico/scientifico. È questo lo snodo cruciale, una volta scollinato l'ostacolo dal 18 maggio si potranno riprendere le sessioni di gruppo.