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La bomba di Fabio Capello: “La classe arbitrale è mafia. Il VAR? Una casta dove non puoi entrare”

Fabio Capello durissimo contro l’uso del VAR da parte della classe arbitrale: “Non vogliono usare ex allenatori o giocatori che conoscono movimenti e dinamiche e continuano a sbagliare”. Anche se, rivela, i riscontri sono stati più che positivi: “Abbiamo fatto simulazioni, su 20 rigori assegnati dal VAR solo 6 lo erano davvero…”
A cura di Alessio Pediglieri
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Fabio Capello è stato durissimo con la classe arbitrale. Senza riferimenti diretti, l'ex tecnico e oggi stimato opinionista televisivo non ha avuto mezzi termini nel condannare i fischietti del calcio internazionale, Italia compresa, riferendosi a loro con un termine duro e spietato: "Sono una mafia". Una parola che Capello ha utilizzato in modo diretto nel condannare l'attuale operato al VAR e per ritornare su antiche questioni che hanno coinvolto in passato il nostro movimento, come Calciopoli e – oggi – hanno messo in ginocchio col caso Negreira, la Spagna.

L'occasione è stata una lunga intervista rilasciata a Marca, in cui Fabio Capello ha espresso i propri pensieri sul calcio de LaLiga, il gioco espresso dai più importanti club, sull'operato di Xabi Alonso e Flick, le giocate di Yamal e Mbappé, fino a ricordare il suo glorioso passato alla Casa Blanca di Madrid e toccando un nervo scoperto di fronte al quale non ha avuto freni: la classe arbitrale. Un problema per "Don Fabio" che ha così preso durissima posizione davanti a ciò che sta accadendo – in ogni campionato – sul fronte VAR e della gestione delle decisioni prese in campo.

Capello e il problema VAR: "La mafia degli arbitri, è una casta chiusa. E fanno scelte sbagliate"

"Una casta chiusa", sottolinea Capello a Marca quando gli si chiede cosa pensi del VAR: "Lasciate perdere, lasciate perdere… Questo è un argomento che mi fa molto arrabbiare", continua per poi dare la stoccata letale. "Sono una mafia". Parole durissime che l'ex tecnico però spiega ed alimenta sottolineando l'incapacità degli arbitri di aprirsi davvero al mondo del calcio, coinvolgendone tutti gli elementi che possano apportare un miglioramento. Al contrario, il VAR rappresenta il limite e il problema del calcio attuale: "Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi… E molte volte prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti".

L’arbitro al monitor di bordocampo richiamato dal VAR: una scena oramai abituale durante tutte le partite
L’arbitro al monitor di bordocampo richiamato dal VAR: una scena oramai abituale durante tutte le partite

Capello svela l'importanza di ex allenatori e giocatori al VAR: "Su 20 rigori, solo 6 son stati confermati"

Ex calciatori in sala VAR non è certo un argomento nuovo, eppure non viene mai definitivamente affrontato da chi di dovere, anche se Capello evidenzia che con i vertici (UEFA e FIFA) ci sono state anche delle "simulazioni" che hanno prodotto risultati più che soddisfacenti: "Abbiamo fatto delle prove, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori. Tutti eventi esaminati da ex giocatori ed ex allenatori. Il risultato? Solo 6 di queste erano davvero rigori e 14 no". Un dato talmente evidente che fa letteralmente "impazzire" Capello: "Certe cose mi rendono pazzo come quando fischiano per una manata di un giocatore ad un altro. Se io sono alto 190 centimetri e faccio certi movimenti è evidente che a te che sei 170 centimetri, la mano arriva sul volto. Ma perché devi fischiare?"

Capello e la differenza tra Spagna e Italia: "Da noi con Calciopoli c'è chi ha pagato, il Caso Negreira sembra uno scherzo"

Arbitri che restano nei pensieri di Capello anche di fronte al filo rosso che ha recentemente unito la Spagna all'Italia con i due casi, a distanza di un ventennio, da Calciopoli a Negriera. Anche in questo caso, per Don Fabio la linea da seguire è la più semplice, quella retta, affossando le istituzioni iberiche che hanno evidenziato come – ai tempi in cui era lui l'allenatore del Real – il Barcellona abbia corrotto i direttori di gara: "In Italia abbiamo agito, la Juventus ha comunque pagato ed è finita in Serie B, da voi non si è fatto nulla" spiega Capello che poi affonda il tackle. "Sembra uno scherzo perché lo avete trattato come uno scherzo. Ma è uno scherzo, sì o no?"

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