Kovac chiama Karetsas per metterlo in campo, ma lui è seduto sul water: si libera di corsa e segna per il Dortmund
"Che serata ragazzi", avrà pensato Konstantinos Karetsas quando mercoledì è tornato a casa dopo aver segnato a 18 anni il gol vittoria per il Borussia Dortmund in Champions League, nel 2-1 che ha steso il Betis al Signal Iduna Park e ha issato il club tedesco a quota 9 punti nel girone (tre successi e una sconfitta), in piena corsa per la qualificazione diretta agli ottavi. Una serata da raccontare e non solo per la rete pesantissima sul massimo palcoscenico europeo, né per il premio di migliore in campo datogli dall'UEFA – e già così basterebbe per una vita – ma per quello che è successo prima che il suo allenatore Niko Kovac lo mandasse in campo al 34′ del primo tempo. Una decisione improvvisa dettata da una sopravvenuta emergenza, che ha trovato Karetsas tuttavia impreparato a dire poco: in quel momento era nello spogliatoio seduto sulla tazza del water.
Il Dortmund ospitava il Betis per la quarta giornata del girone unico della Champions, un match con insidie rese evidenti dal fatto che la squadra di Siviglia arrivava nella Ruhr a punteggio pieno avendo vinto le prime tre partite. La gara è stata appunto decisa dal gol del subentrato Karetsas al 72′. Per l'attaccante della nazionale ellenica è il primo gol ufficiale con la maglia giallonera, il che lo fa diventare il più giovane marcatore di un gol vittoria in Champions per il Dortmund, superando Jude Bellingham, e il più giovane greco di sempre a segnare nella massima competizione continentale.
Karetsas deve entrare in campo in Borussia Dortmund-Betis di Champions, ma è nello spogliatoio sul water
La serata di Konstantinos ha iniziato a essere speciale alla mezzora del primo tempo, quando Kovac si è girato per chiamarlo affinché entrasse in campo al posto dell'infortunato Guirassy. Ma per quanto lo cercasse, il tecnico croato non riusciva a trovarlo tra le persone sedute in panchina. In quegli stessi istanti, Karetsas era seduto sì, ma altrove. Il giovane centrocampista ex Genk era infatti appena andato in bagno, convinto che non sarebbe toccato a lui a breve. Non trovandolo, Kovac a quel punto ha chiamato Chukwuemeka per far entrare lui, ma mentre il nazionale austriaco si stava preparando, dal tunnel degli spogliatoi è spuntato all'ultimo secondo un trafelatissimo Konstantinos, che era stato recuperato in spogliatoio dal personale del Dortmund. Se fosse rimasto qualche secondo in più sul water, non sarebbe entrato.
Lo stesso calciatore greco ha poi commentato la vicenda con umorismo: "Per essere onesto, quando sono entrato ero appena uscito dal bagno. Quindi non ho ricevuto molte istruzioni… niente indicazioni, solo giocare e pressare aggressivamente. Ho cercato di fare il mio gioco… mi hanno lasciato tanti spazi, me la sono goduta".

Ovviamente di buon umore anche Kovac, e non potrebbe essere altrimenti alla luce del risultato e del fatto che a segnare il gol decisivo è stato proprio Karetsas:"Volevo farlo entrare e non c'era. Era al bagno… ho chiamato Carney, e poi lui è spuntato da dietro l'angolo. Se fosse rimasto ancora seduto sul water, o qualsiasi cosa stesse facendo, non sarebbe entrato. Ha avuto fortuna a tornare in tempo. Si vede che è davvero un buon calciatore. Non solo per il gol, ma perché fa ottimi scatti, come una lepre…".
A settembre Karetsas aveva fatto notizia per un altro motivo, non altrettanto bello, sempre in Champions: contro il Villarreal era svenuto in campo per problemi circolatori, provocando grande paura. Vista anche la giovane età, Kovac lo sta gestendo con cautela: per lui in questo inizio di stagione 11 presenze, nessuna per tutti i 90 minuti, col solo gol realizzato contro il Betis. Il greco – che compirà 19 anni tra due settimane – è arrivato in estate dal Genk per una trentina di milioni, circondato da grandi aspettative. Trequartista mancino talentuoso, indossa il numero 19 per Messi, che è il suo idolo. Il Dortmund punta forte su di lui.