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Kakhaber Kaladze: “Chiesi a Berlusconi se poteva fare qualcosa, chiamò Putin davanti a me”

Kakhaber Kaladze non può dimenticare cosa fece Silvio Berlusconi nel 2008 per fermare la guerra russo-georgiana: chiamò Putin davanti a lui.
A cura di Paolo Fiorenza
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Kakhaber Kaladze oggi a 47 anni è il sindaco di Tbilisi, capitale della Georgia. L'ex difensore del Milan, dopo aver appese le scarpette al chiodo nel 2012 dopo la sua ultima stagione al Genoa, ha immediatamente intrapreso la carriera politica: prima vice premier del suo Paese dal 2012 al 2017, poi dall'ottobre dello stesso anno sindaco Tbilisi, carica rinnovata due volte, nel 2021 e nel 2025. Kaladze del resto spiega di avere avuto un grande maestro in tal senso, ovvero il suo presidente al Milan Silvio Berlusconi, che all'epoca era più che mai impegnato nell'agone politico.

Il dramma della guerra russo-georgiana, Kaladze disperato chiede aiuto a Silvio Berlusconi, suo presidente al Milan

C'è un episodio in particolare che l'ex difensore col club rossonero (uno Scudetto e due Champions League in bacheca, oltre ad altri trofei) non può dimenticare. Era l'estate del 2008, un momento drammatico per la Georgia invasa dalla Russia, le cui truppe prima erano intervenute pesantemente in difesa delle regioni separatiste della Ossezia del Sud e dell'Abcasia, e poi erano entrate in territorio georgiano, arrivando a qualche decina di chilometri da Tbilisi.

In quel momento Kaladze, che ancora giocava nel Milan, si giocò la carta della disperazione per cercare di fermare le forze russe che avanzavano verso la capitale: "Io andai da Berlusconi, sapendo la buona relazione che aveva con Putin, chiedendogli se poteva fare qualcosa. Lui lo chiamò davanti a me e poco tempo dopo fu firmata la pace – racconta oggi alla ‘Gazzetta dello Sport' – Silvio per me non è stato solo un grande presidente, imprenditore e politico. Prima di tutto per me è stato un grande uomo".

Un manifesto di Kakhaber Kaladze prima delle ultime elezioni per la carica di sindaco di Tbilisi
Un manifesto di Kakhaber Kaladze prima delle ultime elezioni per la carica di sindaco di Tbilisi

Iniziata l'8 agosto 2008 (durante l'apertura delle Olimpiadi di Pechino), la guerra russo-georgiana durò formalmente fino al 12 agosto 2008, con ‘cessate il fuoco' parziali e un accordo di pace siglato a cavallo di Ferragosto e mediato dal presidente francese Nicolas Sarkozy, allora presidente di turno dell'Unione Europea. Il piano Sarkozy prevedeva l'occupazione militare russa in Ossezia del Sud e Abcasia, dunque la Georgia perse di fatto il controllo su quei due regioni, ma salvò l'integrità del resto del suo territorio.

Secondo quanto raccontato da Kaladze, Berlusconi passò cinque ore al telefono col suo grande amico Putin per trovare una soluzione e convincerlo a fermare l'avanzata russa, evitando un "bagno di sangue" a Tbilisi. In quel momento, Silvio aveva appena iniziato il suo quarto Governo della Repubblica Italiana, il suo potere era all'apice. I rapporti personali con Putin erano eccellenti, con tanto di vacanze insieme, accordi energetici e una linea più morbida verso Mosca rispetto ad altri leader della UE.

Silvio Berlusconi è stato presidente del Milan dal 1986 al 2017 vincendo tutto
Silvio Berlusconi è stato presidente del Milan dal 1986 al 2017 vincendo tutto

Peraltro il principale mediatore riconosciuto a livello internazionale per fermare il conflitto fu Nicolas Sarkozy, che negoziò direttamente con i presidenti Medvedev e Saakashvili e fece firmare il piano di pace. Berlusconi in interviste successive ha rivendicato di aver contribuito a evitare un'escalation maggiore, ma il merito – ‘agli atti della storia' – resta attribuito alla Francia e alla UE. Alcune fonti georgiane (come lo stesso Saakashvili nel 2010) hanno smentito o ridimensionato l'idea che Berlusconi abbia "salvato" la Georgia in quella circostanza.

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