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Juventus perfetta, il Genoa regge solo 17 minuti: vittoria da Champions tra gli applausi dello JStadium

Juventus bella e vincente: Bremer e McKennie chiudono il match contro il Genoa in soli 17 minuti: 2-0 che rilancia i bianconeri di Spalletti in Zona Champions, blindata anche dalla parata di Di Gregorio sul rigore di Martin. Ora il Como, quarto, è distante solo un punto.
A cura di Alessio Pediglieri
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Determinata, bella, vincente. La Juventus contro il Genoa ha mostrato il meglio di sé di fronte al proprio pubblico che l'ha applaudita convinto col successo per 2-0 (con reti di Bremer e McKennie) che vale anche l'avvicinamento prepotente alla Zona Champions: ora il Como dista solo un punto e di fronte al gioco e alla convinzione mostrata in campo dagli uomini di Spalletti, l'obiettivo appare più che alla portata da qui alla fine del campionato. Soffrendo solo nel finale quando sale in cattedra anche Di Gregorio: entrato nella ripresa per un problema fisico di Perin e ha parato il rigore che poteva riaprire la gara.

La Juventus è stata perfetta nel gare la gara da subito, senza dare un attimo di respiro al Genoa di De Rossi, che è uscito dal campo a fine primo tempo letteralmente frastornato. Merito delle scelte di Spalletti che punta su David come unico centravanti di ruolo e apre la manovra con la spinta di Yildiz e Conceicao, liberi di operare sulle fasce e accentrarsi all'occorrenza, con Thuram e McKennie da fare da cerniera. Un modulo che si plasma sulla fisionomia di una gara che diventa subito a tinte bianconere e che spesso si trasforma in un 4-1-4-1 con il solo Locatelli a fronte della difesa. Una difesa che ha il merito di spaccare in due la gara con la rete di Bremer per l'iniziale 1-0.

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Invece di amministrare, la Juventus affonda i denti nel ventre molle del Genoa che non riesce a giocare e così, alla seconda vera occasione da gol arriva il raddoppio di uno dei migliori in stagione, McKennie che infila il proprio quinto centro stagionale, per il bis della Juve che al 17′ mette già in ghiaccio il match e soprattutto la vittoria. Solamente un po' di imprecisione e fretta non regala il meritatissimo tris, soprattutto quando ancora McKennie si divora il più facile dei gol dopo una devastante azione di Conceicao.

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A inizio ripresa il copione non cambia: De Rossi medita come rientrare in partita, la Juventus insiste nel suo macinare gioco e occasioni. David colpisce un palo, il risultato non  cambia ma l'inerzia è tutta bianconera. E il subentrato Di Gregorio, per un Perin che ha accusato un risentimento al polpaccio, non ha motivo di preoccuparsi durante il secondo tempo. Che ha visto il ritorno in campo di Milik, vista l'indisponibilità costante di Vlahovic che per l'ennesimo contrattempo fisico subito proprio mentre stava per entrare in campo. Poi, nel finale proprio Di Gregorio si esalta in occasione del rigore concesso dal VAR per un intervento falloso in area: parata prodigiosa su Martin e gara in cassaforte.

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