Juventus-Napoli, l’ASL smonta la tesi dell’accusa: “Si è svolto tutto nei tempi giusti”

A cura di Alberto Pucci
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Il direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore, ha spiegato in un’intervista perché secondo lui il club di De Laurentiis si sarebbe comportato correttamente: “Con la citata PEC della domenica delle ore 14.13 abbiamo solo esplicato ciò che era già evidente quando c’è isolamento: il Napoli non avrebbe potuto raggiungere Torino o qualsivoglia città. Già nelle PEC dei giorni precedenti era inteso che non si sarebbe potuto violare l’isolamento disposto”.

Dopo la decisione del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, che ha scelto di punire il Napoli con il massimo della pena, l'Italia sportiva si è divisa tra chi ritiene che la sconfitta a tavolino e il punto di penalizzazione siano giusti, e chi invece pensa che il club campano sia in buona fede e abbia ragione. A poche ore dalla sentenza di condanna per i partenopei, colpevoli secondo il giudice di aver rinunciato alla trasferta di Torino prima della comunicazione delle autorità sanitarie competenti, sono però arrivate le parole del direttore generale dell'ASL Napoli 2 Nord, Antonio D'Amore, che ha in qualche modo smontato la tesi accusatoria.

"Dopo la notizia della positività di Zieliniski, scattato l'isolamento fiduciario: era chiaro già nella PEC di sabato che il Napoli non avrebbe potuto raggiungere Torino – ha spiegato nelle scorse ore a Radio Kiss Kiss, il dirigente campano – Con la PEC della domenica alle 14.13, è stato solo esplicato quanto di evidente, visto che c'era già l'isolamento. Il Napoli non avrebbe potuto raggiungere Torino o qualsivoglia città. Già nelle PEC dei giorni precedenti era inteso che non si sarebbe potuto violare l’isolamento disposto".

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La ricostruzione dei fatti secondo l'ASL Napoli 2

"La legge dice che laddove ci sia una persona positiva si fa un ‘contact tracing' e si vanno a valutare quelli che sono stati i contatti stretti, in ambito familiare e in ambito lavorativo – ha aggiunto D'Amore – Con comunicazione del venerdì sera da parte del Napoli della positività di Zielinski scatta tutto questo. E scattano anche le richieste da parte dell'epidemiologia di quelli che erano stati i contatti stretti. Ora questi ultimi devono stare in isolamento per 14 giorni. Anche l'ultimo DPCM che ha variato la quarantena in 10 giorni per i positivi, ha mantenuto i 14 per i contatti stretti. Quindi significa che c'è una valenza scientifica che determina la norma".

"Così abbiamo comunicato alla Napoli 1 che sul suo territorio c'erano stati contatti stati con una persona positiva. La Napoli 1 a sua volta ha avvisato il calcio Napoli che queste persone andavano messe in quarantena e in isolamento fiduciario. A questo punto mi sembra che ci fu anche un parere richiesto al capo Gabinetto che non ha fatto altro che ribadire la legge. Se la domanda è: potevano partire lo stesso? Ognuno è responsabile delle proprie azioni – ha concluso il direttore generale dell'ASL Napoli 2 Nord – Ronaldo è partito, e non noi sappiamo con chi sia stato a contatto. Se noi dobbiamo accusare chi rispetta le leggi…".

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