Il suo mancato trasferimento al Milan nello scorso gennaio aveva lasciato spiazzati i tifosi rossoneri. Antonee Robinson, giovane terzino del Wigan e giocatore individuato da Maldini per ricoprire il ruolo di vice Theo Hernandez, era infatti sbarcato in Italia dopo l'accordo trovato dal club milanese per il prestito con diritto di riscatto fissato ad una cifra vicina agli 8 milioni di euro. In seguito alle visite mediche, Robinson era però tornato in Inghilterra. Senza il contratto con la società milanista. A distanza di settimane da quel ‘viaggio a vuoto', è stato proprio il giocatore statunitense a spiegare il motivo del fallimento del suo contatto con il Milan.

Le parole del giocatore

"Durante le visite mediche è stata riscontrata un'irregolarità nel mio battito cardiaco – ha spiegato sui social il giocatore del Wigan – Ulteriori test erano necessari ma non c'era abbastanza tempo. Dal mio ritorno al Wigan mi sono allenato con la squadra e sono stato monitorato. Mi sento assolutamente bene, ma questo è un problema che deve essere risolto perché io possa giocare di nuovo. Dopo un consulto, è stato stabilito che necessito di una ablazione per risolvere l'irregolarità del ritmo cardiaco. Spero di tornare in campo il prima possibile. Volevo aggiornare i tifosi sulla mia situazione attuale, poiché in molti mi hanno chiesto perché non giocavo da gennaio".

In attesa di scendere nuovamente sul terreno di gioco, Antonee Robinson ha inoltre raccontato tutta la sua frustrazione in un altro post pubblicato sul profilo Twitter: "È uno dei periodi più frustranti della mia vita, mi sento ancora in forma e ho cercato disperatamente di giocare, ma ovviamente la salute viene prima del calcio. Non vedo l'ora di tornare a giocare con i ragazzi".