Milan, chi è Andoni Iraola: il “discepolo” di Bielsa che ha portato il Bournemouth in Europa

Dall'altro capo del filo c'è Andoni Iraola. Il Milan ha pensato (anche) a lui per rifondare la squadra che ha fallito la qualificazione in Champions e adesso ha bisogno di ripartire da zero. Massimiliano Allegri (esonerato ufficialmente nel lungo comunicato che ha annunciato anche il taglio di Tare, Furlani e Moncada) fa parte del passato, il futuro è tutto da costruire ma un primo passo in queste ore è stato fatto sondando la disponibilità dell'allenatore basco: è uno dei più richiesti in Europa per il suo stile di gioco moderno, ad alta intensità e pressing aggressivo. Un ribaltone totale (anche in questo caso) della narrazione calcistica che c'è stata finora in rossonero, affidarla al tecnico che ha trascinato una "medio-piccola" realtà della Premier League come il Bournemouth in Europa League non sembra un azzardo.
L'impresa col Bournemouth: 6° in Premier League e in Europa League
Come sempre a parlare è il campo. E il campo racconta un dato incontrovertibile: Iraola ha trasformato una formazione abituata a guardarsi le spalle dai pericoli della retrocessione in una realtà solida di metà-alta classifica, fino a ottenere un piazzamento storico nel campionato inglese. Nel corredo accessorio ci sono un sesto posto a -3 dal Liverpool, vittorie contro top club come Manchester City, Arsenal e Newcastle, qualificazione in Coppa che sono arrivati nonostante cessioni importanti (Zabarnyi nell'estate scorsa, Semenyo addirittura a gennaio). Il tecnico basco, però, non è nuovo a exploit del genere: ha lasciato ricordi positivi anche in Spagna, da allenatore del Rayo Vallecano che portò nella massima serie iberica e riuscì a ottenere la salvezza al netto di una rosa allestita con investimenti molto contenuti e senza rinunciare al suo stile di gioco.
Stile di gioco e tattica: l'influenza di Bielsa
Iraola ha avuto un buon maestro: Marcelo Bielsa che è stato suo allenatore. E dal tecnico argentino ha ereditato una visione del gioco, una mentalità e un modo di stare in campo che rappresentano un segnale di rottura netto rispetto al recente passato del Milan. Il basco predilige un calcio aggressivo, verticale e ad alta intensità che propone attraverso un gioco diretto e rapido, tanti recuperi in zona attacco, velocità nelle azioni. Poi ha una qualità he lo rende ideale: è considerato uno dei migliori "overperformer" con rose limitate: squadre divertenti, coraggiose, difficili da affrontare, con le quali è capaci di spingersi ben oltre le aspettative.
Perché al Milan? Il suo profilo moderno, capacità di costruire progetti vincenti con risorse non illimitate e stile offensivo-aggressivo si sposa bene con le ambizioni rossonere di tornare competitivi in Europa.