Ilijan Filipov, proprietario del Botev Plovdiv ucciso a colpi d’arma da fuoco: calcio bulgaro sotto shock
Iliyan Filipov, azionista di maggioranza e proprietario del Botev Plovdiv, società calcistica della prima divisione bulgara, è stato ucciso a colpi di pistola nella serata di martedì 29 settembre nei pressi di Sofia. Aperta una immediata indagine dalla polizia bulgara, l'episodio ha scoperchiato uno scenario inquietante che ha coinvolto direttamente anche il più antico club in Bulgaria ancora in attività, facendo riemergere legami con la criminalità organizzata dell'Est Europa e le sue infiltrazioni nel calcio.
Iliyan Filipov, il miliardario dei trasporti che ha salvato il Botev Plovdiv
Fondatore e amministratore delegato dell'azienda PIMK, tra i più importanti colossi di trasporti e logistica dell’Europa orientale, Iliyan Filipov è stata una delle figure chiave dell'imprenditoria di Plovdiv a tal punto da consolidarne il legame, rilevando il Botev, il club calcistico più antico della Bulgaria, fondato nel 1912. Nel 2020, la svolta: Filipov progetta il rilancio del Botev prima investendo sulla ricostruzione dello stadio poi nel2023 diventandone ufficialmente l'azionista di maggioranza. Sotto la sua presidenza, il club è tornato ad alti livelli, conquistando un anno più tardi la sua quarta Coppa Nazionale e ritornando nelle Coppe europee.
L'affare "Koleza": lo stadio voluto da Filipov che ha rilanciato il club
Proprio la ristrutturazione dello stadio di Plovdiv è stata la "chiave" del successo sportivo di Filipov. Da quasi un decennio i lavori sull'impianto erano stati fermati, il club versava sull'orlo del fallimento, sommerso dai debiti. Il riammodernamento e l'inaugurazione in soli tre anni dello Stadio "Hristo Botev", o "Koleza", come è chiamato dai propri tifosi ha permesso il rilancio definitivo a livello calcistico, riposizionando il club tra i migliori della Prima divisione bulgara.
L'ombra dei "Mutri": la tragica tradizione dei presidenti uccisi nel calcio bulgaro
Purtroppo l'episodio di martedì 29 settembre ha fatto ripiombare il Botev Plovdiv e con il club anche l'intero calcio bulgaro nella paura di nuove, ingerenze malavitose nello sport, come era già accaduto negli anni 90 e nei primi del 2000. Quando i "Mutri", i boss della mafia bulgara, utilizzavano il calcio come leve di potere e di riciclaggio, sfociando spesso nella cronaca nera. Prima di Filipov, sempre a Plovdiv, furono uccisi infatti Nikolai Popov e Georgi Iliev nel 2005, due dei principali vertici del Lokomotiv, l'altra squadra della città. A distanza di un ventennio, l'ombra della malavita è ritornata e le indagini stanno evidenziando nuove infiltrazioni nel mondo del calcio.