Il torneo di calcio per amputati finisce in una rissa selvaggia: stampelle usate come armi
Mettete assieme un'esultanza eccessiva che sconfina nello sbeffeggio e l'atavica rivalità sudamericana tra Argentina e Uruguay, mescolate il giusto – basta qualche secondo – ed ecco qua materializzarsi una rissa selvaggia, assurda, durante la finale di un torneo di calcio per amputati, dove oltre a calci e pugni menati con gli arti a disposizione sono state usate anche stampelle come armi.
Le scene di violenza poco edificanti si sono verificate al termine dell'atto conclusivo della ‘Copa Fortaleza Guarani', un torneo internazionale di calcio per amputati che si è disputato a Buenos Aires. Di fronte c'erano i Los Teros de Cordoba, squadra legata al club argentino del Talleres de Cordoba, e il Rampla Juniors, una sezione dell'omonima squadra uruguaiana. Il match è finito 1-1 e si è deciso ai rigori: sono stati i Los Teros a vincere il titolo all'ultimo respiro.
Decisivo è stato l'ultimo penalty fallito da un calciatore del Rampla. La conclusione rasoterra mancina è stata parata dal portiere argentino col piede, a quel punto i suoi compagni sono corsi a festeggiare in area di rigore, dove stazionava ancora il battitore. Il contatto iniziale si è trasformato in una battaglia senza esclusione di colpi. Nelle immagini si vede il portiere uruguaiano intervenire per proteggere un compagno e ricevere un colpo di stampella sulla schiena.
Il caos è durato alcuni minuti e ha coinvolto anche persone delle due delegazioni, allargandosi fuori dal campo. Durante la partita c'erano già state tensioni tra le due squadre, si era assistito a una dura entrata su un giocatore a terra, e poi ancora insulti, scambi di provocazioni e l'espulsione di entrambi i capitani. In particolare la squadra ospite ha poi denunciato un ambiente molto ostile, con provocazioni continue e inviti a litigare durante tutto il match.
Opposte ovviamente le versione date dai due club con comunicati ufficiali. I Los Teros de Cordoba hanno definito l'episodio un "fatto isolato", sottolineando che in oltre 15 anni di attività non era mai successo nulla di simile in Argentina, esprimendo solidarietà con gli infortunati e ribadendo il rifiuto di ogni forma di violenza.
Il Rampla ha scritto da parte sua: "Vogliamo essere molto chiari, noi non siamo venuti in Argentina a litigare, siamo venuti a giocare a calcio. Dietro questo viaggio ci sono stati mesi di sforzo e sacrificio". Il club di Montevideo ha chiesto che i fatti vengano valutati seriamente e che si prendano provvedimenti perché non si ripetano.