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Il tifoso immobile del Congo resiste per 120′ poi gli sfottò e le lacrime: emozioni in Coppa d’Africa

Michel Kuka Mboladinga, il tifoso immobile del Congo chiamato “Lumumba” non ha rinunciato al suo curioso modo di sostenere la squadra anche nel match contro l’Algeria. Più forte delle provocazioni, è crollato nel finale per le emozioni.
A cura di Marco Beltrami
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Il suo Congo non è riuscito ad arrivare fino in fondo in Coppa d’Africa, sconfitto dall’Algeria nei tempi supplementari del match degli ottavi di finale. Michel Kuka Mboladinga, detto “Lumumba”, l’iconico tifoso immobile della nazionale congolese, può essere però considerato uno dei vincitori di questa edizione del torneo africano. Anche la sua uscita di scena è stata iconica e gli ha permesso di lasciare ancora di più il segno.

Michel Kuka Mboladinga, il tifoso immobile del Congo nel match contro l'Algeria

Anche in occasione dell’ultimo match il sostenitore, vestito con giacca e cravatta celesti e pantaloni rossi, si è accomodato sugli spalti con la sua classica posa. Posizionatosi sugli spalti, si è messo in piedi con il braccio destro alzato in segno di saluto. Una posa statuaria che ha mantenuto con una resistenza eccezionale (figlia anche di un allenamento specifico) per tutto il corso della sfida, anche nei supplementari. Postura eretta e sguardo fiero verso l’orizzonte come nei tre match precedenti per Mboladinga. Nonostante le emozioni del campo e il trambusto ai suoi fianchi, il tifoso del Congo ha mantenuto la posizione.

La provocazione dell'attaccante algerino

Ha resistito anche alle provocazioni, come quella del giocatore dell’Algeria Mohammed Amoura. Dopo la rete all’ultimo respiro che ha consentito poi alla sua nazionale di passare il turno, l’attaccante ha mimato la posa del tifoso avversario, stendendosi poi sul terreno di gioco con tanto di “esultanza in faccia”. Una mancanza di rispetto decisamente evitabile e fuori luogo, figlia dell’entusiasmo per la qualificazione in tasca.

Michel Kuka Mboladinga, dal canto suo, non è riuscito a reggere l’emozione e la delusione dopo il fischio finale. Finita la partita, il tifoso immobile del Congo è scoppiato in lacrime e si è asciugato in modo sobrio, muovendo lentamente le lacrime. Un amore infinito per il suo Paese, con la sua Coppa d’Africa che si è chiusa alla sua maniera: è uscito dallo stadio trasportato sulle braccia dai tifosi, proprio come se fosse una statua.

Chi è Mboladinga e perché impersona Patrice Lumbumba

Già da anni Mboladinga decide di vestire i panni di quella che è una delle figure più potenti e tragiche della storia africana del Novecento. Patrice Émery Lumumba fu il volto politico della nascita del Congo indipendente e il suo primo primo ministro dopo la fine del dominio belga, tra il giugno e il settembre del 1960. La sua parabola fu rapidissima e drammatica. Lumumba divenne il simbolo di un’idea di libertà che parlava non solo al suo Paese, ma a tutto il mondo post-coloniale. La sua uccisione, nel gennaio del 1961, scosse profondamente la comunità internazionale e lo trasformò in un martire dell’indipendenza africana.

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