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Il rigore dato al Napoli contro il Genoa lascia molti dubbi: perché il VAR non doveva intervenire

In Genoa-Napoli il rigore del 95’ per contatto Cornet-Vergara decide il 3-2. Ma l’intervento VAR apre dubbi: episodio “al limite”, non da “chiaro ed evidente errore”.
A cura di Michele Mazzeo
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A Marassi succede di tutto, ma il punto che resta è uno: nel finale di Genoa-Napoli, sul 2-2 e con il Napoli in inferiorità numerica, un contatto in area tra Cornet e Vergara sposta l'inerzia della partita. Massa non fischia in diretta, poi viene richiamato dal VAR e va al monitor. L'annuncio è netto: "A seguito di revisione il numero 70 del Genoa commette fallo sul giocatore numero 26 del Napoli. Decisione finale: calcio di rigore per il Napoli".

Il problema, però, è proprio qui: la revisione al monitor è pensata per correggere un "chiaro ed evidente errore", non per trasformare in rigore ogni contatto "da moviola". E quello tra Cornet e Vergara viene descritto da chi lo analizza come un episodio molto al limite, con un impatto minimo.

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A sottolinearlo è Luca Marelli, ex arbitro e moviolista di DAZN, che mette l'accento sull'intensità: "Contatto molto al limite. Il piede del difensore del Genoa non affonda mai il colpo, passa sopra al piede di Vergara. Non c'è un affondo vero e proprio sul piede, non è uno step-on-foot. Il contatto c'è, anche se non di grande entità, troppo leggero per concedere un rigore e, soprattutto, per richiamare l'arbitro al Var".

Tradotto: non si discute se ci sia stato o meno un contatto tra il piede del francese e quello del calciatore napoletano, ma quanto  questo sia stato determinante. Se il contatto è "leggerissimo" e non è una situazione che rientra nella casistica dello step-on-foot, la decisione presa in campo (cioè non rigore) non appare un abbaglio. E senza un errore evidente, non ci sono più i presupposti dell'intervento del VAR per mandare l'arbitro a rivedere il contatto al monitor.

Il rigore, poi, chiude tutto: il Napoli lo trasforma e porta a casa la vittoria al 95′. Ma l'episodio resta come una crepa: non tanto per la scelta finale, quanto per l'origine della scelta. Perché in casi del genere, se l'azione è davvero "al limite", il VAR, così come prevede il protocollo attualmente in vigore, dovrebbe restare fuori. E invece è entrato, decidendo il finale.

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