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Il rigore concesso da Massa in Genoa-Napoli fa discutere: perché è corretta la decisione dell’arbitro

In Genoa-Napoli il rigore concesso da Massa dopo VAR fa discutere: contatto Meret-Vitinha e on-field review. Decisione corretta, giallo no.
A cura di Michele Mazzeo
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Il match tra Genoa e Napoli si accende praticamente subito. Un retropassaggio corto di Buongiorno spalanca la strada a Vitinha, che entra in area sulla sinistra. Meret prova a rimediare con un'uscita, ma arriva in ritardo: tra i due c'è contatto e l'attaccante rossoblù finisce a terra.

L'episodio diventa immediatamente materia da moviola perché l'impressione, a caldo, è che la decisione possa cambiare in base a come viene letto il gesto: scontro inevitabile o fallo. In questa partita il passaggio chiave è l'intervento del VAR: richiamo per l'on-field review, immagini al monitor e scelta finale per il tiro dal dischetto.

Perché il rigore è corretto anche se Vitinha "cerca" il contatto

La parte che fa discutere è la dinamica: Vitinha allarga la gamba e "accompagna" il movimento verso il portiere. Ma il punto, nel regolamento, è un altro: quando un portiere esce e arriva fuori tempo, ostacolando l'avversario che ha già preso posizione per giocare il pallone, il contatto diventa punibile.

È qui che la decisione di Massa, dopo aver rivisto le immagini al monitor, regge. L'uscita di Meret è in ritardo e intercetta il corpo dell'avversario, non il pallone. Anche se Vitinha trascina il piede, non cancella l'elemento principale: il portiere interviene senza riuscire a giocare la palla e finisce per "prendere" l'uomo. In campo, in questi casi, si fischia calcio di rigore.

A confermare il senso dell'azione è la lettura tecnica del moviolista DAZN Luca Marelli che inizialmente aveva dei dubbi proprio perché Vitinha trascina un po' la gamba: "Rivedendo le immagini, effettivamente l'uscita di Meret è fuori tempo" ha difatti chiosato l'ex arbitro.

Perché l'ammonizione a Meret è l'errore

Diverso il discorso sul cartellino. L'azione nasce da un errore e si sviluppa in pochissimi metri, con una palla che scorre verso l'esterno e con la traiettoria dell'attaccante non necessariamente "pulita" verso la porta. Per questo, pur restando il rigore, il giallo appare eccessivo.

Marelli lo dice in modo netto: "Comunque resta sbagliata l'amonizione a Meret". Tradotto: la punizione principale è coerente con quanto si vede, ma la sanzione disciplinare non è obbligatoria perché non c'è una chiara dinamica da "occasione" così evidente da giustificare automaticamente il cartellino.

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