Aperto dal pareggio dei campioni d'Italia a Lecce, il sabato della nona giornata di campionato ha regalato altre emozioni inaspettate anche a San Siro. A pochi giorni dalla vittoria in Champions League, l'Inter di Antonio Conte si è infatti fermata davanti al possibile sorpasso dopo una partita tirata e resa ancor più difficile dall'atteggiamento dell'avversario: arrivato a Milano con l'intenzione di vender cara la pelle. Il mezzo passo falso dei milanesi, certificato dalle reti di Candreva, Karamoh, Gervinho e Lukaku, tiene dunque i nerazzurri dietro alla Juventus. Il Parma torna invece a casa con un ottimo pareggio e con un altro punto molto importante per la sua classifica.

Il Parma che non t'aspetti

Rispetto alla partita con il Dortmund, Conte si limita a lasciare in panchina de Vrij e a schierare Godin centrale. Sull'out di sinistra gioca invece Biraghi. Senza Inglese e Cornelius, D'Aversa lancia il tridente Karamoh, Gervinho, Kulusevski. L'occasione è ghiotta: superare la Juventus, fermata a Lecce, e riprendersi la vetta della classifica. L'Inter di Antonio Conte parte con il piglio giusto ma capisce subito che quella con i Ducali non sarà una battaglia semplice da vincere. Il Parma si fa infatti vivo già dopo 8 minuti e concede il bis 120 secondi più tardi con una sberla dai 20 metri di Dermaku sulla quale Handanovic compie il primo miracolo della serata.

La squadra di Conte attacca a pieno organico, ma non pare in serata quando si tratta di difendere e di accorciare le linee in mezzo al campo. Nonostante tutto, il gol arriva al 23esimo su un destro di Candreva deviato in rete da Dermaku. Un vantaggio che però non cancella le disattenzioni dell'undici interista e soprattutto non spegne i ducali, capaci di approfittare di due errori di Brozovic e trovare prima il pareggio con l'ex Karamoh e subito dopo il gol del sorpasso con Gervinho.

Lukaku riprende gli emiliani, dubbi sul gol del 2-2

Archiviato il primo tempo, l'Inter torna in campo nella ripresa con la faccia cattiva. Ritmo e aggressività sono diversi rispetto a quelli visti nei primi 45 minuti, e i risultati si vedono subito. Il pareggio di Lukaku, arrivato al 51esimo e dopo il Var review per una presunta posizione di fuorigioco, porta dietro con sé polemiche per la decisione presa dalla cabina di regia e per i dubbi alimentati dalle immagini.

L'inerzia del match cambia e dà infatti il via ad un buon momento nerazzurro durante il quale la difesa di d'Aversa va in sofferenza e rischia sulle folate dei padroni di casa. Al minuto numero 72 Conte sceglie dal mazzo la carta Esposito: in campo al posto di un Lautaro Martinez a corto di benzina. Dopo un sinistro di poco alto di Candreva e un'occasione sprecata da Biraghi, entra anche Politano per l'inevitabile assedio finale dei nerazzurri. Un forcing che mette in apprensione la difesa gialloblù, soprattutto sul colpo di testa di de Vrij all'89esimo e sul destro a colpo sicuro di Esposito in meno recupero: occasioni finite entrambe fuori di poco. Il triplice fischio finale, che arriva al 97esimo, chiude così la serata di San Siro con un pareggio che lascia l'amaro in bocca ai padroni di casa e premia il coraggio della formazione emiliana.