Il nuovo Kvaratskhelia visto da Capello non esiste: numeri al Napoli migliori che al PSG

Khvicha Kvaratskhelia fa parte della categoria di calciatori che fanno la differenza, anzi di più: che fanno vincere titoli. Nel caso del 25enne georgiano, c'è anche il plus della bellezza per gli occhi di quello che dipinge in campo: il gol del 2-0 segnato nel quarto di finale di Champions League che mette il PSG in chiaro vantaggio nel doppio confronto col Liverpool è tanto pesante quanto straordinario. E tuttavia ridurre Kvara a quello è decisamente poco, come ha sottolineato nel post partita Fabio Capello, mettendo tuttavia in mezzo il Napoli in maniera inesatta, come dimostrano chiaramente i numeri.
Cosa ha detto Capello su Kvaratskhelia: "Al Napoli non andava a pressare"
"Kvaratskhelia nel Napoli si accontentava, perché era bravo, dribblava l'avversario. Quando doveva tornare non tornava o tornava pochissimo – ha detto il 79enne allenatore friulano in sede di commento a ‘Sky' – Non cambiava ritmo per andare a pressare, nel PSG se vuoi giocare devi fare questo, perché Luis Enrique richiede questo e tutti quanti devono farlo".
Insomma un calciatore clamoroso il Kvara napoletano, ma secondo Capello solo quando il pallone ce l'avevano gli altri, in un contesto come quello della Serie A dove evidentemente bastava quello per spiccare. E invece no, le cose non stanno così, come si vede andando a spulciare una statistica illuminante dei relativi periodi del georgiano, prima in Serie A al Napoli (dall'estate del 2022 al gennaio 2025) e poi nella Ligue 1 al PSG: quella dei palloni recuperati.
I palloni recuperati da Kvaratskhelia al Napoli: molti di più che al PSG
È chiaro infatti che se non pressi l'avversario non recuperi la palla, a meno di non avere due calamite al posto dei piedi. E Kvaratskhelia lo faceva decisamente di più con la maglia azzurra: 3,09 volte a partita considerando la sola Serie A. Analizzando nel dettaglio le due stagioni e mezza giocate sotto il Vesuvio, si vede peraltro che questo dato medio va a scendere, dall'inizio dell'esperienza partenopea fino alla sua conclusione (3,47 – 2,91- 2,71), in parallelo con le motivazioni di un calciatore la cui insoddisfazione per il mancato rinnovo cresceva.

E tuttavia anche l'ultimo Kvara – che già trattava di soppiatto col PSG durante il girone d'andata dell'anno scudettato di Conte, lasciando poi la barca azzurra a metà campionato – era di parecchio più collaborativo nella fase di non possesso rispetto a quanto avrebbe fatto sotto la Tour Eiffel. Il suo 2,71 finale al Napoli è infatti ben superiore alla media di palloni recuperati nel PSG considerando la Ligue 1: 1,84 a partita (1,93 nella prima stagione, 1,78 in quella attuale).
Insomma il Khvicha di Spalletti (soprattutto) e Conte, ma anche quello ammirato nella disgraziata stagione dei vari Garcia, Mazzarri e Calzona, è sì diverso da quello che ora si gode Luis Enrique, ma non perché partecipava meno alla fase difensiva, anzi tutt'altro.