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Il Milan fa i conti del mancato ingresso in Champions: impatto stimato da 70 a 90 milioni

La rivoluzione societaria e il fallimento sportivo in campionato chiuso al quinto posto sono una doppia stangata per le casse del club. I costi di una stagione durissima.
Gerry Cardinale, fondatore e CEO di RedBird Capital Partners, proprietario del Milan.
Gerry Cardinale, fondatore e CEO di RedBird Capital Partners, proprietario del Milan.

Il terremoto societario seguito alla pesante sconfitta di San Siro contro il Cagliari (e alla mancata qualificazione in Champions) avrà conseguenze profonde non solo sul piano tecnico, ma anche su quello economico. Tradotto in soldoni, per le casse del Milan è un salasso da almeno 70 milioni di mancati guadagni a cui se ne aggiungono, al netto di eventuali forme transattive per dirsi addio, almeno altri 20 per liquidare le posizioni dei dirigenti (Furlani, Moncada, Tare) e dell'allenatore (Massimiliano Allegri). Una doppia stangata che ammonta a circa 90 milioni di euro e avrà riflessi sull'organizzazione della prossima stagione.

Il quinto posto in campionato è stato esiziale, quel che arriverà dalla partecipazione all'Europa League è "poca roba" rispetto alla Coppa più ricca e importante. La rifondazione dei rossoneri (per il secondo anno di fila fuori dalla massima competizione continentale per club) riparte anche da questa amara consapevolezza.

Il dettaglio delle perdite stimate

Lo scivolone all'ultima di campionato con il Cagliari è stato devastante per il Milan. Non ha perso tanto solo in termini di prestigio sportivo (e di appeal per gli sponsor, che pure rientrano nel corredo accessorio di risorse finite in fumo) ma tanto, troppo anche a livello finanziario. Il dettaglio stimato spiega che a essere dissolti sono i "soldi facili", quelli che sarebbero arrivati in cassa solo per aver centrato l'obiettivo: bonus di partecipazione base, oltre quota legata al ranking e diritti TV avrebbero assicurato un gruzzolo di partenza di una quarantina di milioni.

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A cui si sarebbero sommati (sempre secondo una stima ipotetica) altri 15/20 milioni derivanti dalle gare del girone/League Phase oltre ai premi per i risultati in campo. Una settantina di milioni che manca come l'aria. Ma non è finita, ci sono anche i costi della rivoluzione societaria.

I costi della rivoluzione societaria

Nel complesso, il peso economico degli stipendi residui di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada dovrebbe aggirarsi attorno ai 22 milioni di euro lordi. Al momento si tratta di cifre teoriche, che potrebbero diminuire attraverso eventuali accordi transattivi o nuove sistemazioni professionali per i tesserati coinvolti. Ma lasciano ugualmente un segno sulla programmazione futura, considerato il danno economico complessivo per il club rossonero che potrebbe toccare 90 milioni di euro.

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