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Il “Messi cileno” oggi fa l’elettricista, la storia di Robert Méndez: il talento che il calcio ha lasciato andare

Nel 2007 era considerato uno dei talenti più promettenti del Cile e si allenava con la Nazionale di Bielsa. Oggi Robert Méndez lavora come elettricista: una storia di aspettative, errori e seconde possibilità.
A cura di Vito Lamorte
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Nel 2007, quando nel calcio cileno circolava con insistenza il soprannome di “Messi cileno”, pochi avrebbero immaginato che la carriera di Robert Méndez si sarebbe chiusa così presto e lontano dai grandi palcoscenici. Mancino, tecnico, simile a Lionel Messi anche nell’aspetto, Méndez fu sparring partner della Nazionale guidata da Marcelo Bielsa e indicato come uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.

Cresciuto calcisticamente tra Universidad de Concepción, Deportes Iberia e Fernández Vial, Méndez non riuscì però a trovare continuità. Prestiti, scelte sbagliate e un contesto poco protettivo ne rallentarono la crescita proprio nel momento decisivo.

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A complicare tutto arrivò anche un grave incidente stradale, che lo costrinse a un lungo stop e all’amputazione di un dito del piede sinistro: un colpo durissimo per un calciatore in formazione.

Dal Cile di Bielsa alla miniera: la storia dimenticata del ‘Messi cileno'

Il ritiro arrivò presto, a soli 23 anni, aprendo una fase complicata anche sul piano personale. Lontano dal calcio professionistico, Méndez ha svolto diversi lavori per mantenere la famiglia, dall’edilizia ai trasporti, prima di trovare una maggiore stabilità nel nord del Cile. Oggi lavora come elettricista nella miniera di Quebrada Blanca, a Iquique, una realtà distante anni luce dagli stadi pieni e dalle promesse mancate.

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Guardando indietro, Méndez non nasconde i rimpianti: sa di aver avuto talento e di non aver saputo gestire pressione, aspettative e fragilità. Il calcio resta una ferita aperta, ma anche un ricordo prezioso. Oggi la priorità è la famiglia, i figli e un futuro costruito passo dopo passo, con la consapevolezza di chi ha perso tutto troppo presto, ma ha trovato la forza di ricominciare.

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