Il gol di Rrahmani in Lazio-Napoli nasce da un errore dell’arbitro Massa: perché il VAR non è intervenuto

Lazio-Napoli apre la domenica calcistica della diciottesima giornata di Serie A con una sfida subito segnata da una polemica arbitrale. L'episodio chiave arriva al 32′, quando il Napoli, già in vantaggio grazie al gol di Spinazzola, raddoppia con il colpo di testa di Rrahmani sugli sviluppi di un calcio di punizione.
Dopo la rete, il VAR avvia un check durato circa un minuto per verificare la posizione del difensore azzurro al momento del cross di Politano. Il controllo si concentra esclusivamente sul fuorigioco e su eventuali irregolarità nell'area di rigore: la posizione di Rrahmani è giudicata regolare e il gol viene convalidato.
I dubbi, però, non riguardano il colpo di testa ma l'azione che porta alla punizione. Il fischio dell'arbitro Davide Massa nasce da un presunto fallo di mano di Noslin, episodio che secondo l'ex arbitro Luca Marelli non era punibile. Ai microfoni di DAZN ha spiegato che il tocco di braccio dell'attaccante laziale non era punibile perché non aumentava lo spazio occupato tant'è che qualora non fosse stato colpito dal braccio il pallone sarebbe finito sul petto dello stesso giocatore biancoceleste. "Il gol del Napoli è regolare, non c'è fuorigioco di Rrahmani. Ma la punizione da cui scaturisce la rete azzurra non c'era perché il tocco di mano di Noslin non è punibile perché con le braccia non aumenta il volume del corpo. Infatti il pallone sarebbe andato sul petto dell'attaccante" le parole dell'ex fischietto oggi moviolista della piattaforma che detiene i diritti TV della Serie A. Una valutazione che chiarisce come si tratti di un errore tecnico del direttore di gara.

A quel punto la domanda è inevitabile: perché il VAR non è intervenuto per correggere l'errore di Massa? La risposta sta nel protocollo VAR attualmente in vigore. L'intervento della tecnologia è consentito solo in casi specifici e codificati: gol/non gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità. La concessione di una punizione sbagliata, anche se decisiva nello sviluppo dell'azione, non rientra tra le casistiche che permettono al VAR di richiamare l'arbitro.
Il VAR, dunque, ha fatto ciò che il regolamento consente: ha verificato la regolarità della rete, non l'errore a monte. Un dettaglio che spiega perché il gol di Rrahmani sia valido, pur nascendo da una decisione arbitrale errata.