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Il giovane portiere piange, ha preso la palla con le mani fuori area: l’arbitro decide con il cuore

Bellissimo gesto di un arbitro in occasione di un torneo giovanile: niente punizione e cartellino per un portiere che era scoppiato a piangere quando aveva capito di aver fatto una sciocchezza. Il direttore di gara lo ha abbracciato e gli ha spiegato che non lo avrebbe punito, tra gli applausi dei presenti.
A cura di Paolo Fiorenza
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Un arbitro non applica il regolamento, anzi premia un comportamento palesemente scorretto di un calciatore e per questo gesto viene ricoperto di elogi sui social. È accaduto in occasione di una partita a livello juniores, quando un giovane portiere ha toccato il pallone con le mani fuori area e poi è scoppiato a piangere quando si è reso conto del disastro che aveva combinato. In quel momento José Garcia Ferrer si è idealmente tolto la giacchetta da arbitro e ha vestito i panni non meno importanti dell'uomo, del padre, di chi capisce che a quell'età ci possono essere cose più importanti di una sanzione.

Si giocava il match calcio a 7 juniores tra Atletico Baleares e Soller, quando un lancio lungo dalle retrovie non ha trovato nessuno a raccoglierlo se non il portiere che ha avuto gioco facile ad afferrare il pallone, abbrancandolo in presa a terra. Il problema è che il ragazzo è stato probabilmente tratto in inganno da due righe disegnate una vicina all'altra e ha preso la palla oltre quella che delimitava la propria area di rigore.

In base al regolamento, avrebbero dovuto esserci un calcio di punizione per la squadra avversaria e un cartellino per il portiere, ma quello che è accaduto dopo ha seguito tutt'altro copione, che ha scaldato il cuore dei presenti e di chi poi ha rivissuto la scena sui social. Accortosi di quello che aveva combinato e consapevole delle conseguenze, il giovane portiere è scoppiato a piangere di fronte all'arbitro che era subito accorso sul punto dell'infrazione.

A quel punto José Garcia Ferrer ha preso la decisione che gli è parsa più opportuna o semplicemente più umana: si è chinato sul ragazzo, che si copriva col braccio il volto rigato dalle lacrime, ha allontanato tutti gli altri giocatori e ha abbracciato il portierino tra gli applausi degli spettatori. Gli ha spiegato che non doveva piangere, perché non avrebbe preso alcuna decisione pesante nei suoi confronti. Ed infatti, dopo che anche gli avversari hanno capito e si sono allontanati, l'arbitro ha fatto riprendere il gioco facendo cadere il pallone in modo che finisse nella disponibilità del portiere. Il signor José ha applicato la legge del cuore: il quel momento gli è parsa la cosa più giusta da fare.

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