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Il diavolo mette la coda nel derby, l’Inter inciampa. Rossoneri a -7 e Champions blindata

Il gol di Estupinan decide la partita di San Siro. Rete sbagliata da Mkhitaryan poi arriva la rete dei rossoneri secondo la più cinica delle leggi del calcio. Polemiche nel finale per pari annullato ai nerazzurri e un rigore non concesso per un braccio di Ricci.
A cura di Maurizio De Santis
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Il Milan batte l'Inter 1-0 e accorcia a -7 lo svantaggio dalla vetta. Ma quel che più importa davvero ad Allegri è aver consolidato la propria posizione in zona Champions nella domenica in cui la Roma ha perso a Genova. La bagarre per il quarto posto, però, è qualcosa che non riguarda i rossoneri a +9 su giallorossi e Como, +10 sulla Juve sesta. Vince Allegri contro Chivu, campionato riaperto? Forse. Ma che brividi nel finale per il gol annullato a Carlos Augusto su angolo (Doveri avverte che non aveva ancora fischiato) e per un fallo di mano reclamato dai nerazzurri per un braccio largo di Ricci in piena area nell'azione che porta al corner.

La sensazione che ha lasciato questo derby è che a una sfida così importante l'Inter è arrivata con le polveri bagnate (senza due pezzi da novanta in attacco come Lautaro e Thuram) e col torto di aver giocato un primo tempo con un ritmo e un'intensità bassi, tali da subire la maggiore pressione del Milan. C'è stato sì equilibrio ma l'impressione che s'è avuta è che la squadra di Allegri potesse affondare il colpo in qualsiasi momento. E in effetti così è stato tant'è che dopo un paio di minuti la San Siro "indiavolata" ha gridato al quasi gol per una conclusione di Modric innescato da un errore clamoroso in impostazione di Sommer. È stato il segnale del copione che i rossoneri avrebbero recitato (almeno) per tutta la prima frazione tenendo l'iniziativa, il pallino del gioco, mettendoci "garra" e rischiando poco.

La svolta l'ha data la più classica, e spietata, legge del calcio: gol sbagliato, gol subito. E allora capita che allo sciagurato Mkhitaryan (che divora una rete incredibile con la porta spalancata davanti) faccia seguito il prode Estupinan che la mette dentro calciando sotto la traversa. Per l'Inter è stato come ricevere un gancio alla testa: resta stordita, barcolla, finisce all'angolo e incassa con la guardia alta. Il fischio dell'arbitro che manda tutti all'intervallo è un sospiro di sollievo.

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Nel secondo tempo la trama del match cambia. L'Inter esce finalmente dal guscio e aumenta i giri del motore. L'inserimento di Dumfries le restituisce quel brio finora mancatole, ma quel che conta davvero è l'approccio differente che ne scandisce la prestazione. Qualcosa però ancora non quadra… anzi è Dimarco che proprio non riesce a inquadrare la porta e non s'è capito come abbia fatto ad alzare sopra la traversa un tiro che sembrava destinato almeno in porta. Un tiro mancino finito malissimo. Il Milan prende fiato, fiuta l'aria che tira e si ricompatta. Non fa le barricate ma si sistema in maniera tale da arginare il comprensibile assalto all'arma bianca degli avversari. Chivu perde Bastoni, fischiatissimo come sempre. Il centrale viene ammonito per un fallo commesso per stoppare la ripartenza di Rabiot: non è da rosso perché una SPA (ha solo stoppato un'azione promettente) ma da giallo. Nell'occasione si fa anche male alla tibia ed esce zoppicando tra gli improperi dei tifosi milanisti.

L'Inter tiene il bandolo della matassa in mano, il Milan glielo lascia fare. È nella sua comfort zone, sa come si gestiscono certi momenti, sa di avere dalla sua un campione come Modric che non solo disegna calcio ma sa come addomesticare il pallone, il ritmo e quant'altro serva per tessere la tela là, nel mezzo. E L'Inter che ha speso tanto nella prima parte di ripresa non riesce più a piazzare lo strappo decisivo. Solidissima l'organizzazione difensiva dei rossoneri. Brivido per il gol annullato a Carlos Augusto al 93°. Il derby è di Max.

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