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Igli Tare e le accuse di riciclaggio e corruzione: la ricostruzione e il suo ruolo nel “dossier Balluku”

All’indomani della notizia del coinvolgimento di Igli Tare in una inchiesta di corruzione e appalti in Albania, molto si è detto sul suo effettivo coinvolgimento sulla vicenda. Tutto ruota attorno a una villa di lusso e il suo ruolo di prestanome.
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Igli Tare, ex nazionale albanese e soprattutto ex dirigente sportivo che in Italia ha lavorato prima per la Lazio e fino a questa stagione per il Milan, è finito al centro di un'inchiesta giudiziaria in Albania condotta dalla Procura Speciale contro la Corruzione e la Criminalità Organizzata (SPAK). Lo scorso 4 giugno 2026 è stato interrogato per circa sei ore negli uffici della procura a Tirana, uscendone senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti ma passando da semplice testimone "a conoscenza dei fatti" ad indagato.

La vicenda finita sotto inchiesta si inserisce nel più ampio "dossier Balluku", che aveva coinvolto l'ex vicepremier Belinda Balluku, accusata di violazioni nelle procedure di appalto e di corruzione e riciclaggio, con Tare coinvolto per un contratto fittizio di una delle ville di Balluku finite sotto sequestro.

Igli Tare e la villa a suo nome per coprire gli affari dell'ex vicepremier Balluku

Secondo le ricostruzioni dei giornali e agenzie albanesi, il coinvolgimento di Tare ruota tutto intorno ad una villa di lusso a Dhërmi, sulla costa ionica albanese, all'interno di un complesso turistico: la SPAK ha sequestrato l'immobile, sostenendo che Balluku lo avesse ottenuto come tangente per aver favorito una società edile durante il suo ruolo di dirigente presso Albcontrol, l'ente di controllo del traffico aereo. Il valore del favore sarebbe intorno a 1 milione di euro legato a un appalto e avrebbe usufruito della "complicità" dell'ex ds del Milan.

Per occultare la proprietà reale e ripulire l'origine illecita del bene, sarebbero state messe in atto una serie di operazioni fittizie tra le quali risulta la registrazione formale formale a nome di Igli Tare attraverso un contratto datato 5 dicembre 2018. Successivamente, sarebbero stati stipulati un contratto di locazione e un suo emendamento nel 2024: stando agli inquirenti, la villa era però utilizzata dalla stessa Balluku e dalla sua famiglia, mentre Tare sarebbe servito semplicemente da prestanome.

Igli Tare da "persona informata sui fatti" ad indagato: le accuse a suo carico

Tare era stato inizialmente convocato in tribunale come "persona informata sui fatti" dal procuratore Dritan Prençi, ma dopo circa un'ora di interrogatorio è stato chiamato il suo avvocato Rigert Koni, segno effettivo del suo passaggio allo status di indagato. La SPAK gli ha poi formalmente contestato i reati di riciclaggio di denaro e, come reso noto nelle ore successive, anche di corruzione. Pochi giorni prima era stato sentito dal procuratore anche il fratello di Igli, Agron Tare. Né l'ex ds né il suo legale hanno rilasciato dichiarazioni in merito anche di fronte a diverse ricostruzioni che avrebbero provato a discolpare Tare, descrivendo Balluku come un'amica d'infanzia e sostenuto di aver acquistato la proprietà con un mutuo bancario.

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