Ibrahimovic: “In Europa se perdi i tifosi ti aspettano a casa, mi hanno lanciato un coltello”

Zlatan Ibrahimovic sarà uno dei grandi volti dei Mondiali, vissuti questa vota davanti alla telecamera e non sul campo come giocatore. Il senior advisor del Milan ha lasciato Milano nelle settimane più bollenti, con la squadra senza allenatore e senza dirigenza, per volare negli Stati Uniti e ricoprire il ruolo di opinionista. Ha giocato da quelle parti con i Los Angeles Galaxy, un mondo completamente diverso dal calcio europeo dove certe emozioni si vivono in modo amplificato.
Prima dell'inizio del lavoro con Fox Sports lo svedese ha partecipato al programma Jimmy Kimmel Live di Jimmy Kimmel dove ha parlato di questo nuovo ruolo ma anche alle differenze tra i due mondi calcistici. Ha raccontato aneddoti della sua carriera che sembrano assurdi per gli statunitensi che vivono il calcio con molta più tranquillità rispetto a tutto il resto del mondo.

La differenza tra calcio europeo e americano spiegata da Ibra
Si tratta di due mondi opposti che ha avuto modo di vivere nella sua carriera da calciatore. È diventato uno dei più grandi giocando nei migliori campionati d'Europa e poi ha accettato la sfida della MLS con i Los Angeles Galaxy. Nel programma di Jimmy Kimmel ha raccontato che negli Stati Uniti i tifosi sono più soft, ma il presentatore non si aspettava di sentire l'aneddoto che Ibrahimovic stava per raccontare: "Ricordo che quando giocavo qui con i Galaxy, quando perdevamo uscivo dallo stadio e vedevo tifosi che ridevano, mangiando tacos, che ti aspettavano vicino la macchina. In Europa se perdi una partita i tifosi non ti aspettano vicino la macchina, ti aspettano a casa. E di sicuro non con un taco in mano. È una cosa totalmente differente",
Il calore e la partecipazione dei tifosi sono diversi e a volte le situazioni sfuggono di mano. L'ex attaccante ha raccontato uno degli episodi più estremi che ha vissuto: "Mi ricordo che quando ero al PSG, andando in trasferta a Marsiglia, ci tiravano i coltelli in campo. Abbiamo segnato, e di solito per esultare si va verso la bandierina, quindi vicino ai tifosi. E ho visto che ci hanno lanciato un coltello. Ho detto ai miei compagni che per il prossimo gol avremmo esultato al centro del campo. Volevo uscirne vivo".