I numeri dicono perché il Milan di Allegri è davvero fortunato (ma non è l’unica squadra in Serie A)

La vittoria del Milan con il Como, arrivata a fronte di una partita a tratti dominata dalla squadra lariana, ha aperto di nuovo il dibattito sul modo in cui si arriva a fare risultato – per bocca dello stesso Fabregas – e se la squadra di Massimiliano Allegri stia realmente raccogliendo quanto seminato o se stia beneficiando di una quota significativa di fortuna. Per capire necessario andare oltre i risultati e analizzare le metriche attese, quelle che misurano la qualità delle prestazioni indipendentemente dall’esito finale. I dati della Serie A 2025-26, aggiornati a metà stagione, raccontano una storia più sfumata di quanto dica la classifica.
Punti reali contro punti attesi: il primo indizio
Il parametro più efficace per misurare la fortuna complessiva di una squadra è il confronto tra punti ottenuti e punti attesi (xPts), calcolati sulla base degli xG prodotti e concessi in ogni partita.
Il Milan ha raccolto 43 punti, a fronte di 37,43 punti attesi. La differenza, +5,57, è significativa: significa che i rossoneri hanno ottenuto circa sei punti in più rispetto a quanto suggerito dalla qualità delle prestazioni. È un margine che, su un campione di 20 giornate, indica una overperformance concreta, spesso legata a episodi favorevoli nei momenti chiave delle partite.

Il vero motore del Milan è la difesa, in attacco più occasioni che gol
Se si guarda alla fase offensiva, però, il quadro cambia. Il Milan ha segnato 33 gol, ma ne avrebbe “meritati” 35,63 secondo il modello xG. Il saldo GF – xG è negativo (-2,63), segnale di una sottoperformance offensiva.
In altre parole il Milan crea occasioni da gol di qualità superiore a quelle che riesce a trasformare e questo suggerisce una componente di sfortuna in fase realizzativa, tra errori sotto porta, pali, traverse e grandi interventi dei portieri avversari. Non è l’attacco a spingere verso l’alto i risultati.

Discorso che si ribalta per la difesa e la fase difensiva. Il Milan ha subito 16 gol, contro 22,03 xG concessi. La differenza (+6,03) è enorme.
Qui si concentra la maggior parte della fortuna rossonera: gli avversari creano occasioni potenzialmente da gol, ma non riescono a convertirle. Questo può dipendere da parate sopra media, quindi grandi prestazioni di Maignan (vedi Como, Inter e Roma), oppure errori di precisione altrui e episodi favorevoli. Si tratta, in ogni caso, di una variabile storicamente instabile, che è soggetta a regressione nella seconda parte della stagione e bisogna vedere se questo accadrà anche al Diavolo.
Il Milan è solo una squadra fortunata? Il verdetto
Qual è il verdetto finale? Il Milan è una squadra ‘fortunata', ma non nel modo più intuitivo e semplicistico dell'affermazione. Non segna più di quanto crea, anzi segna meno: la sua ‘fortuna' nasce da una difesa che subisce molto meno di quanto dovrebbe, e da una gestione eccellente degli episodi chiave nel corso della partite. C'è chi attribuisce questa situazione al caso e chi la vede come una qualità che Allegri ha saputo dare alla sua squadra (anche guardando quello che accadeva lo scorso anno).

Senza questa componente, oggi sarebbe verosimilmente tra 37 e 38 punti, in piena zona quarto-quinto posto. La solidità resta, ma il margine sugli eventi casuali potrebbe assottigliarsi nel girone di ritorno. La vera sfida per i rossoneri sarà capire se questa tendenza reggerà o se la statistica presenterà il conto nella seconda metà della stagione.
Serie A, la classifica delle squadre più fortunate
Rapportando l’indice principale (Pts – xPts) a tutte le squadre di Serie A, emerge una graduatoria chiara: la Roma è la squadra più fortunata del campionato, grazie a una difesa che ha overperformato in modo massiccio. Subito dietro c’è il Milan, secondo per overperformance complessiva. Napoli, Lazio, Cremonese, Como e Bologna seguono a breve distanza, tutte con saldo positivo.
A metà classifica troviamo squadre in equilibrio, come Inter e Juventus, mentre sul fondo emergono le grandi sfortunate della stagione: Fiorentina, Pisa e soprattutto Hellas Verona, che pagano risultati nettamente peggiori rispetto alle prestazioni offerte.