La carriera di Zlatan Ibrahimovic ripercorsa attraverso alcuni dei gol che nel corso degli anni l'hanno reso celebre. L'attaccante svedese ne ha segnati ben 570 in carriera di cui 501 con squadre di club. Numeri assolutamente da capogiro per un giocatore che non ha mai smesso di stupire le platee. Dal Malmoe all'Ajax, passando per Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Psg, Manchester United, Los Angeles Galaxy e ancora Milan, la sua è stata una carriera ricca di avventure sempre contrassegnata dal numero altissimo di gol che hanno incoronato Ibra come uno dei giocatori più forti del mondo.

Anche in questa stagione in rossonero, sta dimostrando di essere sempre più decisivo con la sua presenza che destabilizza le difese avversarie. Impossibile ricordare solo uno dei suoi gol più belli, specie perché i tifosi di tutto il mondo ricordano i tanti gesti atletici dello svedese, alcuni anche strettamente legati al taekwondo, che l'hanno rese celebre. Con la Nazionale svedese, ce n'è uno stupendo realizzato anche contro l'Italia.

La carriera di Ibra ripercorsa attraverso i gol più belli

La carriera di Zlatan Ibrahimovic inizia ovviamente al Malmoe, club svedese che gli concede il privilegio di esordire nel calcio professionistico. E lui ripaga con uno di quei gol che diventerà il suo marchio di fabbrica: lo stop di tacco. Il 9 aprile del 2001, nel match contro l'AIK, riuscì a controllare proprio con il tacco un pallone servitogli dal centrocampo per mettere poi a segno uno dei primo gol della sua lunga carriera. Ma è sicuramente nell'esperienza all'Ajax dalla stagione 2001/2002 al 2004/2005, che si inizierà a parlare fortemente dell'attaccante svedese. Celebre nella sua avventura in Olanda, è rimasta la rete realizzata nella gara contro il NAC Breda nell'agosto del 2004.

Ibra riuscì a saltare mezza difesa avversaria con una serie di finte e controfinte per poi superare il portiere con un tiro di sinistro. "Maradona, Zidane": fu questa la definizione dei telecronisti dopo aver ammirato quella meraviglia di Ibra capace di lasciare senza parole anche Koeman in panchina. Lo stesso anno, con la Svezia, riuscì addirittura ad umiliare l'Italia nell'Europeo del 2004. Il gol dello “scorpione” sugli sviluppi di un calcio d’angolo che fece esplodere il popolo svedese. Un pallonetto acrobatico spalle alla porta, capace di anticipare Buffon. "Avevo visto Gigi alla mia sinistra e il pallone rimbalzare – dirà Ibrahimovic di quella rete – e ho fatto l’unica cosa possibile per segnare".

Dopo l'esperienza alla Juventus prima di Calciopoli, la Serie A iniziò ad apprezzare maggiormente Ibrahimovic per via del suo passaggio all'Inter dai bianconeri. Nel 2008 ancora una volta un colpo di tacco, consacrò il genio di questo giocatore. Nel match contro il Bologna relativo a quel campionato, Adriano da sinistra mise un cross al bacio per Ibra che però non riuscendo ad arrivare sulla palla di testa e neanche di sinistro, optò per colpire la sfera di tacco e mettere in rete un gol da sogno. Nella stessa stagione, a marzo del 2009 invece, contro la Fiorentina i tifosi interisti conobbero anche la sua incredibile capacità di riuscire a calciare le punizioni. Un missile terra-aria che lo svedese calciò da una distanza di 32 metri che si stampò prima sulla traversa per poi finire in porta con l'ex Frey battuto.

Nell'estate del 2009 passò al Barcellona per una sola stagione per poi fare ritorno in Italia, al Milan. E proprio con la casacca rossonera si ricorda un'altra perla dello svedese, quella relativa alla gara contro il Lecce al ‘Via del Mare'. Era il 16 gennaio del 2011 e Ibrahimovic si inventò dal nulla un gol da 30 metri con un tiro perfetto di sinistro. Aveva resistito alla carica di due difensori del Lecce, prima di arrivare alla decisione di calciare in porta con il portiere leggermente fuori dai pali. L'esultanza di Adriano Galliani in tribuna fu esagerata ma a dir poco perfetta per festeggiare quel tipo di gol. La sua carriera sembra essere all'apice e il gol realizzato nel novembre del 2012 con la Svezia nel match contro l'Inghilterra, ne fu la dimostrazione. In una gara amichevole valida come inaugurazione della Swedbank Arena di Stoccolma, Ibrahimovic realizzò una rovesciata a pallonetto da 30 metri che scavalcò il portiere. Forse il gol più celebre della sua carriera.

Dopo un anno il passaggio al Psg dopo il lungo corteggiamento di El Khelaifi pronto ad arricchire di stelle la squadra parigina. Nella sua esperienza in Francia, Ibrahimovic si ricorderà soprattutto per quel gol messo a segno il 19 ottobre del 2013 contro il Bastia. Palla apparentemente innocua in area di rigore avversaria e colpo di tacco in stile taekwondo che finisce in rete sottoforma di colpo dello “scorpione”. Il passaggio al Manchester United, segnato soprattutto da un brutto infortunio, non fermerà comunque la fame di Ibra che ha sempre saputo come fare gol. In qualunque modo e in qualsiasi parte del mondo.

Proprio come accadde il 31 marzo del 2018, quando passò ai Los Angeles Galaxy. Nella sua gara d'esordio, il tecnico degli statunitensi fece entrare lo svedese a gara in corso e lui ricambiò con un gol da cineteca. Una rete nel derby contro il Los Angeles FC realizzato con un pallonetto da 40 metri che fece esplodere lo stadio. La dimostrazione che forse non era ancora ‘finito' come lui pensava. Ecco perché decise di ritornare al Milan nel gennaio dello scorso anno per trascinare i rossoneri fino al primo posto in classifica e alla rinascita del club rossonero. In questa sua seconda esperienza al Milan, si ricorda soprattutto il gol messo a segno in questa stagione, lo scorso 1 novembre 2020 contro l'Udinese alla Dacia Arena con l'ennesima rovesciata della sua carriera. Con colpi del genere, è difficile stabilire davvero quando Ibra vorrà appendere gli scarpini al chiodo. Per il momento, continua a fare le fortune del Milan di Pioli.