Dopo l'omaggio dei tifosi e della gente comune, che nelle scorse ore ha voluto dedicargli un ultimo ricordo in occasione della camera ardente allestita allo stadio ‘Menti' di Vicenza, l'Italia intera ha questa mattina partecipato commossa al funerale di Paolo Rossi grazie alle immagini in arrivo dal Duomo di Vicenza: città che lo ha adottato, gli ha regalato le prime soddisfazioni sportive e la possibilità di incontrare la donna con cui ha avuto una lunga storia d'amore e il primogenito Alessandro.

Tra le circa 300 persone all'interno del Duomo, erano ovviamente presenti molti rappresentanti del mondo del calcio: tra questi anche il presidente federale Gravina, che ha deposto una maglia azzurra della nazionale italiana con il n.20 sul feretro, Roberto Baggio, i suoi ex compagni del Lanerossi Vicenza e soprattutto i suoi amici della Nazionale che nel 1982 vinse il Mondiale in Spagna. Il commovente ingresso del feretro di Paolo Rossi, nel Duomo di Vicenza, è avvenuto intorno alle ore 10.17 quando Tardelli, Cabrini e gli altri ex compagni di Pablito hanno portato in spalle la bara, facendosi largo tra la folla che si è radunata sul sagrato. La funzione è poi terminata intorno alle ore 11.40, quando il feretro ha lasciato il Duomo tra le lacrime e gli applausi dei presenti.

L’ingresso del feretro di Paolo Rossi nel Duomo di Vicenza
in foto: L’ingresso del feretro di Paolo Rossi nel Duomo di Vicenza

Le toccanti parole di Antonio Cabrini

Dopo il ricordo di Fabio Guadagnini, ex direttore di Sky, anche Antonio Cabrini ha voluto ricordare Paolo Rossi con un breve e straziante discorso durante la cerimonia: "Ciao Paolo, non mi sembra vero che non sei più tra noi. Non ho perso solo un compagno di squadra, ma un amico e un fratello. Insieme abbiamo combattuto, vinto e a volte perso, sempre rialzandoci anche davanti alle delusioni. Siamo stati parte di un gruppo, quel gruppo, il nostro gruppo. Non pensavo ti saresti allontanato così presto, ma che avremmo camminato ancora tanto insieme. Già mi manchi, mi mancano le tue parole di conforto, le tue battute, i tuoi scherzi, il tuo sorriso. Mi manca proprio tutto di te, oggi voglio ringraziarti perché se sono quello che sono lo devo anche al meraviglioso amico che sei stato. Io non ti lascerò mai, ma tu stai vicino a tutti noi, come io starò vicino a Federica e ai tuoi figli. Sarai sempre dentro di me".

Le parole della moglie

"Paolo era una persona che si dava molto alle persone – ha spiegato la moglie Federica – ed è per questo che ho ritenuto opportuno aprire il mio dolore, che racconta anche chi era Paolo, quanto grande fosse la sua voglia di essere uno come tanti. Certo mi costa fatica, perché sento un dolore forte e ricordare certe cosa fa male perché sono fresche. Però è giusto cosi. Paolo Rossi era della gente, di tutti, ed è giusto che tutti lo ricordano anche per la sua grandezza e anche in questa fase di profonda sofferenza. È giusto dare a tutti come avrebbe fatto lui. Paolo mi ha cambiato tanto e insegnato tanto. Mi ha insegnato ad avere coraggio e affrontare i problemi con il sorriso".

Il ricordo dei suoi ex compagni

"Avevo sentito delle voci non belle prima della sua scomparsa e speravo non fossero vere – ha dichiarato Alessandro Altobelli prima di entrare nel Duomo di Vicenza, ai microfoni di Sky – L’altra sera purtroppo ho scoperto insieme agli altri compagni dell'82 che queste voci erano vere quando mi è arrivato il messaggio della moglie. Siamo stati insieme dal 1980 fino al 1986 in Nazionale. Avrei voluto essere li anch’io a dargli la mano e ad accompagnarlo verso l'ultimo viaggio".

"Paolo era il nostro punto di riferimento in campo e fuori – ha dichiarato Giancarlo AntognoniEra un ragazzo allegro, spensierato, solare. Ha avuto l'umiltà di riprendersi in modo eccezionale dopo gli infortuni. È stato campione del mondo e dobbiamo sempre essergli riconoscenti per averci portato sul tetto del mondo. Era un periodo non facile per l'Italia, ma quel Mondiale riuscì a tranquillizzare un po' il nostro paese. Quella Coppa del Mondo è ancora ricordata con affetto e noi siamo contenti che gli italiani continuino a farlo dopo anni di distanza".

Anche Paolo Maldini ha voluto celebrare Pablito con parole toccanti: "Per me Paolo è stato tante cose. È stato un eroe nel 1982, durante quel Mondiale di cui anche mio padre fece parte, e un compagno di squadra nel 1985. In quell'anno mi diede tanti consigli. Per tutti gli italiani rimane un mito e a me rimane il ricordo della sua leggerezza. Era un super campione ma allo stesso tempo una persona assolutamente normale".