Heysel, Scirea, Platini: “Juventus. Primo amore” racconta il mito bianconero 1975-1985

Il decennio d'oro bianconero: 1975-1985. L'epopea della grande Juventus s'intreccia con la storia dell'Italia in trasformazione. Nel docufilm diretto da Angelo Bozzolini la narrazione scorre rapida nel tempo, fa un balzo dal presente al passato attraverso immagini d'archivio e interviste esclusive e atterra in quel periodo in cui la ‘vecchia signora' era dominante. In quegli anni il club non si limita a vincere: regna sul calcio italiano e raccoglie successi anche al di là delle Alpi.
Per la prima volta un club italiano conquista tutti i trofei nazionali e internazionali disponibili, dallo scudetto alla Coppa dei Campioni, dalla Coppa Uefa alla Coppa Intercontinentale (8 dicembre 1985 a Tokyo). È l’era di Giovanni Trapattoni in panchina, del “Trap” che trasforma una grande squadra in una macchina quasi perfetta, e di un gruppo leggendario composto da atleti, uomini vecchio stampo e di altra pasta: Dino Zoff tra i pali, Gaetano Scirea baluardo di classe e signorilità, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, "le roi" Michel Platini e il "bello di notte" Zbigniew Boniek. Tutti campioni che hanno segnato un'epoca.
Il racconto, però, non si ferma alle mere imprese sportive della squadra di calcio. La sequenza videoclip parla anche del contesto storico e del clima difficile attraversato dall'Italia in quel periodo tra tensioni sociali, anni di piombo, terrorismo e scandali. E poi c'è la tragedia dell'Heysel del 29 maggio 1985 (39 vittime prima della finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool) che getta un'ombra indelebile sulla stagione più luminosa. Il ricordo di Gaetano Scirea, prematuramente scomparso nel 1989, e di Paolo Rossi, eroe del Mundial ’82, rimane vivo e commovente.
Il documentario arriverà nelle sale italiane come evento speciale il 16, 17 e 18 febbraio 2026: tre giorni per rivivere – o scoprire per i più giovani – un amore che per milioni di tifosi bianconeri non è mai finito.