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Hakimi si sfoga dopo il rinvio a giudizio per stupro: “Ora basta un’accusa per giustificare un processo”

Achraf Hakimi ha rotto il silenzio sulla questione legale che lo coinvolge dal 2023 per accuse di violenza sessuale da parte di una 23enne: “Anche se è tutto falso e i fatti lo dimostrano, vado a processo”. Il giocatore marocchino ha sempre sostenuto la tesi della ritorsione e ricatto economico ma la testimonianza della vittima è stata ritenuta “coerente” da parte della Procura francese.
A cura di Alessio Pediglieri
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Achraf Hakimi ha voluto rompere il silenzio e dare la propria opinione su una vicenda giudiziaria che lo riguarda e che è ancora in corso dal lontano 2023, per la quale deve rispondere dalle accuse di violenza sessuale a seguito della denuncia di una 23enne. Il nazionale marocchino, oggi al PSG ed ex Inter, si è sempre difeso sostenendo la tesi dell'estorsione e ricatto economico. Il tema è tornato alla ribalta dopo che il giocatore è stato rinviato a giudizio e dovrà comparire davanti alla corte penale: "Attendo con calma questo processo".

Lo sfogo di Hakimi: "Basta una semplice accusa per giustificare un processo"

Hakimi non è rimasto in silenzio. Ha preferito parlare in prima persona per evitare possibili speculazioni su una questione legale che lo riguarda da vicino e che dallo scorso 2023 lo coinvolge direttamente con la pesantissima accusa di stupro. Così, a fronte della notizia del suo rinvio a giudizio ha subito commentato via social: "Oggi, un'accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se io lo nego e tutto dimostra che è falso – il messaggio social del giocatore – Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente".

L'accusa di violenza e la tesi di Hakimi dell'estorsione economica

Il giocatore ha sempre respinto ogni tipo di accusa, sostenendo sin da subito una linea difensiva che rimandava ad un evidente tentativo di estorsione nei suoi confronti, per fini economici. Lo scorso 1° agosto 2025 la procura di Nanterre aveva richiesto il processo a fronte di quanto avvenuto due anni prima: una giovane donna alla stazione di polizia di Nogent-sur-Marne, il 25 febbraio 2023, aveva sporto denuncia, dopo essere stata aggredita sessualmente il giorno prima, in casa del giocatore.

Hakimi rinviato a giudizio: la testimonianza "coerente" della vittima

Nel corso del dibattimento Hakimi non ha mai negato l'incontro ma ha sempre sostenuto che non vi fu mai un approccio sessuale esplicito non consensuale, contrastando però la testimonianza della 23enne apparsa alla procura francese attendibile poiché "coerente sia nello svolgimento e nella durata, sia nei messaggi inviati dalla vittima all'amica", cui la vittima si era rivolta quasi in tempo reale chiedendo aiuto. Tuttavia, Fanny Colin, legale di Hakimi, ha subito contestato duramente la decisione del rinvio a giudizio del giocatore, basandosi "unicamente sulla parola di una donna che ha bloccato tutte le indagini, rifiutato esami medici e test del DNA, e negato l'esame del proprio telefono".

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