Haaland finisce a terra e si scaglia contro Rosario, poi spiega tutto: “Mi ha afferrato il sedere”

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Finale ad altissima tensione in Porto-Manchester City. Pablo Rosario trascina a terra Erling Haaland, che reagisce furiosamente e viene ammonito insieme all’avversario. Dopo la partita il norvegese spiega cosa è successo: “Probabilmente vedrete presto una foto di lui che mi afferra il sedere”. Ma la tensione era esplosa già nel tunnel all’intervallo.

Erling Haaland finisce a terra, prova a rialzarsi ma Pablo Rosario continua a trattenerlo. A quel punto il norvegese perde la pazienza, si gira verso il giocatore del Porto e nasce un corpo a corpo che costringe gli altri a intervenire. L'arbitro Szymon Marciniak risolve tutto con un cartellino giallo a entrambi. Una decisione che manda su tutte le furie l'attaccante del Manchester City.

Soltanto dopo la partita Haaland ha spiegato perché abbia reagito in quel modo. E la sua ricostruzione rende ancora più particolare una scena già surreale: "Probabilmente vedrete presto una foto di lui che mi afferra il sedere. Sarà interessante vedere quella foto".

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Perché Haaland si è infuriato con Rosario nel finale

L'episodio arriva nel recupero di Porto-Manchester City, con gli inglesi avanti 2-0 grazie proprio alla doppietta dello scandinavo. Il centravanti stava cercando addirittura la tripletta quando Rosario lo ha fermato con un intervento molto fisico e lo ha trascinato a terra.

Haaland ha poi scherzato proprio su questo: "Speravo di segnare tre gol, ma lui non voleva che succedesse". Poi la spiegazione del contatto che lo aveva fatto infuriare: secondo il norvegese il centrocampista del Porto, mentre cercava di impedirgli di rialzarsi, lo avrebbe afferrato per il sedere.

Le immagini mostrano Rosario che continua a trattenere Haaland mentre l'attaccante cerca di liberarsi. I due finiscono per affrontarsi a terra e Marciniak ammonisce entrambi con Haaland che accoglie con incredulità la decisione arbitrale.

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Porto-Manchester City era già esplosa nel tunnel all'intervallo

Quella del recupero, però, è stata soltanto l'ultima scena di una partita giocata costantemente sul filo della tensione.

Tutto era cominciato nel primo tempo, quando Marc Guehi aveva colpito Gabri Veiga con il braccio durante un contrasto aereo. Il giocatore del Porto era rimasto sanguinante e i portoghesi avevano protestato chiedendo un provvedimento più severo nei confronti del difensore del City. Marciniak aveva lasciato correre e anche il VAR non era intervenuto.

All'intervallo la tensione è poi proseguita lontano dal terreno di gioco. Secondo quanto riferito da bordo campo, infatti, giocatori e membri degli staff delle due squadre si sono affrontati nel tunnel, con spinte e momenti di grande concitazione prima dell'intervento della sicurezza.

Ed è proprio questa escalation che cambia la lettura della scena finale: Haaland-Rosario non nasce dal nulla. È lo sfogo conclusivo di una partita in cui ogni episodio aveva aggiunto tensione al precedente. Il contatto nel primo tempo, le proteste, il confronto nel tunnel e infine il corpo a corpo nel recupero costruiscono una sequenza precisa: al 90′ Porto-City era già una partita pronta a esplodere, serviva soltanto l'ultima scintilla.

Il City nel frattempo aveva fatto la cosa che interessava davvero a Maresca: vincere. Haaland aveva segnato due volte e deciso la partita. Ma il risultato non aveva raffreddato gli animi, anzi. Nel recupero Rosario lo ha mandato nuovamente a terra e tutto ciò che era rimasto sotto traccia è riemerso in pochi secondi. E dopo novanta minuti di contrasti, proteste e tensioni anche lontano dalle telecamere, è bastata una mano nel posto sbagliato per far esplodere definitivamente anche il gigante norvegese.

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