2.046 CONDIVISIONI
Greta Beccaglia, la giornalista molestata da un tifoso

Greta Beccaglia legge le minacce subite dopo la condanna del tifoso molestatore: “Spero ti stuprino”

Greta Beccaglia racconta a Fanpage.it il clima che si è creato dopo la condanna per molestie sessuali del tifoso che la palpeggiò dopo Empoli-Fiorentina: “Mi scrivono ‘Salutami tuo padre’, sapendo che mio padre è morto”.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Sport Fanpage.it
A cura di Fabrizio Rinelli
2.046 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Greta Beccaglia, la giornalista molestata da un tifoso

Era il 21 novembre 2021 quando Greta Beccaglia, inviata e giornalista di Toscana Tv, si trovava all'esterno dello stadio Castellani per raccontare il post gara della sfida Empoli-Fiorentina. Fu in quel momento che un uomo alle sue spalle decide di toccarle il fondoschiena molestandola di fatto in diretta. "Non puoi farlo" disse subito la giornalista in modo educato mentre il collegamento dallo stadio andava avanti. Oggi, a poco più di un anno da quell'episodio, Andrea Serrani, questo il nome del tifoso – un ristoratore marchigiano – è stato condannato col rito abbreviato a 1 anno e 6 mesi di carcere per violenza sessuale, con la sospensione della pena per 5 anni e l'obbligo a sottoporsi a un percorso di recupero. L'uomo dovrà inoltre risarcire la giornalista a versare subito una provvisionale di 15mila euro.

Greta Beccaglia ha parlato della sentenza ai microfoni di Fanpage.it in un'intervista in cui ha spiegato il suo stato d'animo in questo momento. "Credevo molto che fosse una sentenza positiva – ha detto -. Sono molto felice perché un diritto violato è stato portato all'attenzione della magistratura e soprattutto è stato mandato il messaggio che ciò che è è successo a me non sia stata una goliardata". Nessun giudizio particolare sulla sentenza: "È una vittoria di tante donne che spero possano denunciare senza avere paura. Toccare il corpo di una donna o di un uomo senza il consenso non è accettabile – ha spiegato -. Sulla pena non esprimo giudizi, ma il risarcimento lo devolverò in beneficenza".

Ha perdonato quell'uomo per ciò che ha fatto?
"Non devo perdonarlo, io spero che questa persona abbia capito che non sia stata una cosa goliardica: ne educhi uno per educarne 100 e spero che sia arrivato un messaggio importante".

Ha ricevuto offese tramite social?
"Sui social sono tutti bravi ad offendere e criticare. Ma questo non mi fa più male anche se devo dire che siamo ancora indietro. In generale da quando mi è accaduto il tutto ho ricevuto offese e minacce pesanti. Da ieri poi tanti messaggi, insulti e commenti sotto le mie foto o addirittura messaggi privati del tipo: ‘Spero ti stuprino', oppure ‘Vergogna'. Insomma, cose molto forti. Un esempio di questi messaggi per far capire la cattiveria delle persone è anche questo: ‘Vedrai che la vita ti restituirà tutto con gli interessi e a quel punto si gode. Salutami tuo padre… ah no', sapendo che non ho più mio padre perché è morto. Arrivano a questo e non ne capisco il motivo".

Qual è la cosa che le ha dato più fastidio nel modo in cui si è parlato della sua storia negli ultimi mesi?
"Io credo che molte volte mi hanno fatto passare come una ragazza che voleva approfittare della situazione. Io invece volevo solo denunciare un atto che per me non era normale e da lì sono entrata in un boom mediatico che non mi aspettavo e che a livello psicologico mi ha fatto male perché non è stato semplice gestirlo. Oggi ne esco più forte e convinta di quello che ho fatto. Se posso dare un consiglio alle giovani e ai giovani è di andare avanti e non aver paura dei giudizi delle persone perché quando sei nel giusto ci sarà sempre chi ti giudica, e quello è sbagliato".

Come è cambiato l'atteggiamento delle persone nei suoi confronti dopo che è stata di fatto il volto di una denuncia forte?
"L'atteggiamento delle persone poco intelligenti non è cambiato per niente, anzi, hanno riversato sempre più odio mentre altri mi sono stati accanto e sono stati anche felici per le proprie figlie e i propri figli in virtù della forza di questa denuncia".

Qual è stata la dimostrazione di solidarietà più bella che ha avuto?
"I messaggi delle ragazze, di giovane ragazze che mi hanno dato la forza di poter denunciare e con la sentenza dimostrare che non è stata una goliardata".

Come si spiega i messaggi ostili che ancora le arrivano?
"Basta aprire uno dei miei account social e andare sotto una mia foto per rendersi conto di cosa debbano subire le persone sottoposte a un grande boom mediatico. Io non me l'aspettavo, ma adesso sono forte e me le faccio scivolare addosso. A volte fanno male ma invece devo essere forte io".

Immagine

C'è qualcosa che rifaresti diversamente dal preciso momento in cui si è verificata la molestia?
"No… mi sento di aver risposto bene durante il collegamento a quest'uomo e poi dopo non ho fatto altro che denunciare. Non potevo fare diversamente".

Quello del calcio, oggi, che ambiente è per il modo in cui si rapporta alle donne?
"In realtà a livello lavorativo sinceramente ho sempre avuto persone che mi hanno rispettato e non mi sono mai sentita in difetto, ovviamente c'è più presenza maschile che femminile, quello sì".

L'importanza del suo compagno che le è stato vicino
"Mi è stato molto vicino soprattutto quando ricevevo un certo tipo di messaggi. Quando denunci entri in un vortice in cui non sai cosa dire: c'è chi parla di te, chi ti critica, chi ti sta accanto e chi no. Fa male poi vedere tutte queste cattiverie e non capirne il motivo. Qui lui mi è stato molto vicino".

Cosa ti aspetti da qui al futuro?
"Ho preso aspetti positivi e negativi di questa vicenda, purtroppo o per fortuna sono la ‘giornalista molestata' non tanto la Greta che comunque ha studiato e ha fatto sempre il suo lavoro con rispetto e dedizione e per questo tante porte si sono chiuse e altre spero si apriranno. Ovviamente dipende da me e dal mio bagaglio non da quello che è accaduto. Spero di aver dato la forza a ragazzi e ragazze di non aver paura".

2.046 CONDIVISIONI
La lettera di Luciana Littizzetto a Greta Beccaglia: "Puniscine uno per educarne cento"
La lettera di Luciana Littizzetto a Greta Beccaglia: "Puniscine uno per educarne cento"
Il molestatore di Greta Beccaglia si trasferisce in un luogo segreto: "Ora temo per mia figlia"
Il molestatore di Greta Beccaglia si trasferisce in un luogo segreto: "Ora temo per mia figlia"
Due tifosi accusati di violenza sessuale per le molestie a Greta Beccaglia
Due tifosi accusati di violenza sessuale per le molestie a Greta Beccaglia
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni