Gli sconcertanti 37 minuti di Lorenzo Lucca in Fiorentina-Napoli

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Lorenzo Lucca che ostacola Favasuli nell'area della Fiorentina.
La prestazione del Franchi è la sintesi perfetta di un attaccante che così non giustifica i 35 milioni di euro spesi per ingaggiarlo dall’Udinese. E quanto accaduto con Favasuli al 93° è stato clamoroso.

Lorenzo Lucca ha preso il posto di Hojlund contro la Fiorentina al 58° ed è rimasto in campo 37 minuti (recupero compreso) senza mai entrare veramente in partita, né incidere. Un tiro fuori. Quattordici palloni toccati, 5 persi. Un mezzo pasticcio nella propria area di rigore nel tentativo di dare un mano in difesa. Quattro passaggi su 6 andati a buon fine. Palle addosso (pochissime) ricevute spalle alla porta, difese e scaricate all'indietro per i compagni. Mai "presenza" vera in area. E poi quell'azione che ha fatto trasecolare Massimiliano Allegri e i tifosi: resta impalato davanti a Favasuli in piena area e non sa cosa fare, finendo per ostacolare il guizzo del compagno nell'ultimo assalto in pieno recupero. È un'immagine che proprio non si toglie dalla testa, la sintesi perfetta del "vorrei ma non posso", della buona volontà che non basta per competere a un certo livello, del veleno che manca, di un calciatore che non sa cosa fare e così non giustifica i 35 milioni di euro spesi per ingaggiarlo dall'Udinese.

Le fasi salienti della sua prestazione sono asperità che senti sotto mano. Dovrebbe rendersi pericoloso, dare maggior peso ma si perde facendo cose abbastanza scolastiche che sono manna dal cielo per i difensori avversari:

  • al 60° Lucca tocca il primo pallone a centrocampo, lo difende e fa ammonire Ranieri
  • al 62°, 67°, 68° e 75° si aiuta col fisico per tenere la sfera e poi la passa sempre all'indietro, smorzando il ritmo della manovra e rendendola prevedibile
  • al 70° Lobotka mette in area un assist perfetto ma lui resta impelagato nella marcatura
  • all'81° sbaglia un appoggio a Di Lorenzo, vanificando il tentativo del Napoli di risalire il campo
  • all'83° fa tutto bene, quando dà una mano nel reparto arretrato facendo valere il suo fisico su Fagioli, e fa tutto male quando non sa come gestire la palla (e la perde)
  • al 93° la situazione più clamorosa, quando Favasuli prima di abbozzare una conclusione si trova costretto a "scartare" anche lui, che non ha la prontezza né la furbizia per essere d'aiuto.
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L'attaccante del Napoli spalle alla porta, prova a rendersi utile di sponda sfruttando il fisico.

Non è certo colpa (solo) sua se i partenopei non sono riusciti a vincere né a superare i cronici problemi offensivi che Antonio Conte aveva mascherato bene grazie anche alle castagne dal fuoco tolte da McTominay, Neres, Alisson Santos (oggi questi 3 non hanno ancora ingranato a causa di vari problemi fisici). E va anche detto che se il Napoli decide di affidarsi a un centravanti strutturato come lui, poi deve condurre la partita dentro quelle caratteristiche con cross, palloni in area, seconde palle, duelli fisici. Altrimenti il rischio è che una punta della sua stazza diventi semplicemente un corpo aggiunto nel reparto offensivo. Ma dove finiscono i limiti strutturali, iniziano quelli personali messi in evidenza (anche) da come sono andate le cose nella mezz'ora che gli è stata concessa per dare una svolta al match del Franchi. Trentasette minuti sconcertanti, come tutto il Napoli.

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