Due giornate di squalifica e una multa di 20 mila euro. È questa la sanzione del Giudice Sportivo emessa nei confronti del tecnico dell'Inter, Antonio Conte, per il battibecco ("fare minaccioso") e le frasi rivolte ("espressione gravemente offensiva") all'arbitro Fabio Maresca nel finale della partita di Udine. Un confronto verbale molto acceso, iniziato in campo con le proteste e l'espulsione dell'allenatore e poi proseguito nel tunnel della ‘Dacia Arena', quando s'è sfiorato il contatto fisico tra il direttore di gara e il mister salentino. Un episodio per il quale l'ex ct della Nazionale ha rischiato anche una sanzione più grave di quella ricevuta. Conte salterà i prossimi match in calendario contro il Benevento e la Fiorentina.

Le motivazioni del Giudice Sportivo

Nel verbale del Giudice Sportivo c'è un passaggio fondamentale che ha riferimento a quanto accaduto in quei momenti topici del match, con il risultato ancora fermo sullo 0-0. Conte, già contrariato per la mancata espulsione di Arslan dopo un fallo su Lukaku, perde la testa e attacca l'arbitro. Quel che ne è scaturito fa parte della cronaca scandita da rabbia e nervosismo.

Per avere, al 45° del secondo tempo – si legge nella nota ufficiale -, continuato a protestare in maniera veemente, successivamente al provvedimento di ammonizione, proferendo a gran voce frasi irrispettose nei confronti del Direttore di gara che proseguivano anche dopo il provvedimento di espulsione prima di lasciare il terreno di giuoco; nonché per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, affrontato il Direttore di gara medesimo con fare minaccioso urlandogli un’espressione gravemente offensiva; infrazione quest’ultima rilevata anche dal collaboratore del Procura Federale.

Conte contro Maresca, la ricostruzione

"Sei sempre tu, Maresca, sempre tu… anche al Var". Fu questa la frase che, al culmine delle proteste e dopo essere stato già ammonito, costò a Conte il cartellino rosso. Oltre al tecnico, venne allontanato da campo anche il dirigente, Oriali (fermato per un turno con ammenda di 5 mila euro). Il battibecco con l'arbitro  continuò anche mentre le squadre rientravano nello spogliatoio. È stato in quel frangente che allenatore e direttore di gara avrebbero sfiorato il contatto fisico, complice anche una frase del fischietto che fu come gettare benzina sul fuoco. "Bisogna accettare quando non si vince", sono state le parole di Maresca. Frase che potrebbe costargli anche un lungo stop in Serie A.