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Giocatori, allenatori e giornalisti sotto inchiesta per le risse dopo Nigeria-Algeria: “Inaccettabile”

Scene di violenza dopo Nigeria-Algeria, match valido per i quarti di finale di Coppa d’Africa, con scontri tra giocatori, staff e giornalisti. La CAF parla di comportamenti “inaccettabili” e annuncia provvedimenti disciplinari.
A cura di Vito Lamorte
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“Inaccettabile”. È questo il termine utilizzato dalla Confederazione Africana di Calcio (CAF) per descrivere quanto accaduto al termine del quarto di finale di Coppa d’Africa tra Nigeria e Algeria. L’organo calcistico continentale ha annunciato l’apertura di un’indagine che coinvolge giocatori, membri degli staff tecnici e anche rappresentanti dei media, dopo le violente tensioni scoppiate al fischio finale.

In una nota ufficiale la CAF ha stigmatizzato duramente il comportamento tenuto da tesserati e arbitri, spiegando di stare analizzando i filmati che mostrano scontri sia sul terreno di gioco sia nelle aree riservate ai media.

Nel torneo continentale che si sta disputando in Marocco è finito sotto osservazione anche quanto avvenuto nell’altro quarto di finale tra Camerun e Marocco, segnato anch’esso da episodi controversi.

Risse dopo Nigeria-Algeria: giocatori, allenatori e giornalisti sotto inchiesta della CAF

Dopo la sconfitta dell’Algeria contro la Nigeria a Marrakech, alcuni giocatori e dirigenti algerini si sono resi protagonisti di accesi confronti in campo.  L’arbitro Issa Sy è stato costretto a lasciare il terreno di gioco sotto scorta, protetto dall’intervento della sicurezza.

Le immagini diffuse successivamente mostrano il direttore di gara seguito e circondato anche nella mixed zone, mentre si dirigeva verso gli spogliatoi.

Non solo: nella stessa area riservata alle interviste si sono verificati alterchi tra giornalisti e troupe televisive accreditate, in attesa dei protagonisti della gara.

Alla luce di quanto emerso, la CAF ha deferito il caso alla Commissione disciplinare, precisando che verranno presi provvedimenti severi nei confronti di tutti coloro che, una volta identificati, saranno ritenuti responsabili di comportamenti contrari alle regole e allo spirito della competizione.

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