La nuova ondata di pandemia di coronavirus sta mettendo in ginocchio i Governi europei come agli inizi dell'anno, quando a marzo 2020 si arrivò al lockdown generale per frenare il più possibile l'espandersi dei contagi. Oggi, a ridosso di novembre la situazione è quasi simile con il livello di allarme che si è alzato in modo esponenziale creando una situazione difficile per diversi Paesi, tra cui l'Italia. Mini lockdown, coprifuoco, misure restrittive ad attività ed eventi. Ogni Paese sta cercando di tutelare la salute dei propri cittadini evitando una nuova chiusura collettiva e generale ma lo spettro di uno stop completo è dietro l'angolo. In Francia e in Germania, così come l'Italia, la sensazione è che lo sport possa godere di una sorta di ‘bolla' gestionale entro cui poter continuare a funzionare seguendo i protocolli in vigore.

Si tratta ovviamente dello sport a livello professionistico, i massini campionati delle maggiori discipline, tra cui ovviamente spicca il calcio. Anche in Italia si è fatto di tutto, al momento per preservare la regolarità delle competizioni nazionali, colpendo solamente le realtà minori che hanno avuto effettive e logistiche difficoltà nel seguire protocolli e mantenere situazioni sotto controllo. Così, anche in Germania e in Francia, dove si sta andando verso un lockdown sempre più vasto, la sfera sportiva sembra poter essere tutelata e vivere una realtà separata.

Fonti vicine all'Eliseo e a Macron confermerebbero queste prime indiscrezioni: non esisterebbe dunque, uno scenario in cui sarebbe considerato essenziale dover interrompere o sospendere lo sport professionistico, ha anticipato l'Equipe, secondo cui lo sport professionistico in Francia continuerà indipendentemente dallo scenario scelto in termini di restrizioni e protocollo sanitario. Nella diversità delle soluzioni che esistono oggi per adattare la risposta alla situazione critica del virus, nessuna prevede, ad oggi, la sospensione delle attività sportive professionistiche così come era avvenuto a marzo, quando la Francia fu il primo Paese che sospese tutte le attività anche sportive.

Stesso discorso per la Germania dove  allo sport verrebbe risparmiato un secondo blocco generale dopo quello di marzo. Non solo il calcio, ma anche la pallamano, il basket e l'hockey sul ghiaccio avevano tremato prima delle decisioni di queste ore anche perché un nuovo blocco radicale sarebbe stato l'inizio della fine per numerosi club e associazioni. Si continuerà, ovviamente a seguire ferrei protocolli, a rispettare isolamenti e distanze, a mantenere gli eventi dal vivo lontano dal pubblico.