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Edoardo Bove: “Il defibrillatore ora è parte di me. È come un telefono tra le costole e la pelle”

Edoardo Bove è tornato calciatore a tutti gli effetti. La sua carriera riparte dal Watford, club di Championship. Nel giorno della presentazione l’ex calciatore di Roma e Fiorentina ha parlato del suo presente, del suo futuro e di quello che ha vissuto in quest’ultimo anno.
A cura di Alessio Morra
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Edoardo Bove è tornato a tutti gli effetti a fare il calciatore. Il centrocampista a 23 anni ha ripreso in mano la sua carriera ed è ripartito dall'Inghilterra. Il Watford gli ha offerto la possibilità di ritornare a giocare e lui, velocemente è salito a bordo. Manca ancora un po' per il ritorno effettivo in campo, ma la gioia di Bove si leggeva bene già nei suoi occhi nel momento della presentazione ufficiale con il club della famiglia Pozzo.

La firma per il Watford, Bove riparte dall'Inghilterra

La Roma è stata per anni casa sua, prima le giovanili, poi l'esordio in prima squadra, poi il passaggio alla Fiorentina. Il primo dicembre 2024 un problema al cuore, in campo, serio, serissimo, il grande spavento, poi per fortuna tutto, con il tempo, pian piano, si è risolto. Bove ha dovuto mettere un defibrillatore sottocutaneo, cosa che non gli permette di giocare in Italia. Ora che è a posto ha detto sì al Watford, che lo ha messo sotto contratto. La famiglia Pozzo è ambiziosa, vuole tornare in Premier League, e crede in Bove, che nel giorno della presentazione ha sempre avuto al suo fianco Gianluca Nani, direttore tecnico che lo ha preso sotto la sua ala.

"Sto imparando a conoscere il mio corpo, vogliamo tornare in Premier League"

Il rientro in campo del calciatore non sarà rapidissimo, ci vorranno ancora dalle quattro alle sei settimane, dunque marzo, ma il tempo non conta per Bove, che ha parlato di sé al Corriere della Sera: "Sono felice perché ho ripreso ad allenarmi, sia da solo che con la squadra e rivivo lo spogliatoio che mi è mancato in questo periodo".

Ha risposto a tante domande, compresa quella banale: come si sente?: "Sto imparando a conoscere il mio nuovo corpo, ho capito come accettare ciò che mi è successo. Ci convivo senza problemi. Il Watford non è una seconda scelta, è una sfida. Vogliamo tornare in Premier League".

"Ho superato le mie difficoltà grazie alle persone che ho al mio fianco"

L'aiuto della famiglia e della fidanzata sono stati importanti per Bove, che lo sottolinea: "Devo ringraziare la mia famiglia e la mia ragazza, è stato un anno difficile e siamo contenti di come lo abbiamo superato. A volte nella vita ci sono prove che quando superi ti fanno sentire meglio. Il mio problema è stato un evento pubblico, ma ognuno di noi ha delle difficoltà. Io le ho superate grazie alle persone che ho al mio fianco".

"Il mio problema si è verificato all'età perfetta"

Ha temuto di non poter più giocare a calcio, ha dovuto imparare a conoscere nuovamente il suo corpo, ma non ha paura per il suo futuro: "Ho avuto momenti particolari, con sensazioni negative. Quando ho ripreso a correre sentivo il cuore che mi batteva veloce e ci pensavo. Però, non ho paura. Il mio problema si è verificato all'età perfetta, non ero troppo giovane per capire cosa mi stava succedendo o troppo anziano per ricominciare. E sono sotto controllo".

Fedele compagno ora è il defibrillatore: "Ora fa parte di me, anche se non gli ho dato un nome, è come un telefono, più piccolo, posto tra le costole e la pelle. Toccando si sente e senza la maglietta di vede, ma non mi dà problemi. Ho dovuto abituarmi, ma sarebbe stato peggio un problema al ginocchio".

Non ha voluto svelare, correttamente, la diagnosi sulla natura del suo problema, ma ha rivelato di aver iniziato a chattare con Eriksen, che visse un momento simile al suo nel 2021, quando rischiò la vita durante una partita di calcio: "Ci siamo scambiati diversi messaggi con lui".

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