Dino Baggio: “Maradona oggi farebbe mille gol, Messi ai suoi tempi sarebbe stato massacrato”

Dino Baggio non ha dubbi: "Diego è stato il più grande. Il Dio del calcio mondiale". L'ex centrocampista dell'Italia, sconfitto in finale ai Mondiali di USA '94, argomenta questa convinzione con la differenza abissale nel metro arbitrale dai tempi di Maradona a quelli attuali, in cui si è trovato a giocare quel Leo Messi che secondo altri sarebbe lui il miglior calciatore della storia. Un dibattito puramente astratto, visto che paragonare epoche diverse è esercizio impossibile.
Dino Baggio spiega la differenza tra il calcio di Maradona e quello di Messi
Baggio, oggi 54enne e completamente lontano dal mondo del calcio, ne parla al quotidiano spagnolo ‘AS': "Nella nostra epoca i giocatori non erano protetti come oggi. Allora alcuni difensori ti piantavano i tacchetti nel polpaccio, perché semplicemente si poteva. Era duro prima. Non importava se colpivi il pallone o la caviglia. Oggi è tutto più facile in realtà".

"Il calcio era più permissivo, i difensori ti lasciavano il loro marchio in ogni partita – spiega Baggio, che negli anni '90 ha vinto tre Coppe UEFA, una con la Juventus e due col Parma – Oggi fischiano fallo prima ancora del contatto, praticamente. Maradona, nei tempi moderni, farebbe mille gol a campionato. Non puoi immaginare quanto lo picchiavano quando era al Napoli. Messi, in quell'epoca, sarebbe stato ugualmente fortissimo, ma massacrato totalmente. Per questo dico che Diego è stato il più grande. Il Dio del calcio mondiale".
Dino Baggio ha smesso di giocare da una ventina d'anni, poi ha fatto brevi esperienze da allenatore nelle giovanili con Padova e Montebelluna, ma le ha abbandonate perché non gli piacevano le tensioni e preferisce stare con la famiglia (ha sposato l'ex ‘Non è la Rai' Maria Teresa Mattei, con cui ha da poco festeggiato i 25 anni di matrimonio e da cui ha avuto due figli).

Baggio non segue più il calcio: "Oggi è noioso, sono stanco di vedere queste cose"
L'ex calciatore veneto spiega perché oggi non solo è lontano dal calcio, ma ne vede anche poco: "Sinceramente, è cambiato troppo rispetto ai nostri tempi. Da parecchio non si punta più sul vivaio come succedeva quando giocavo io. Allora sì che uscivano grandissimi calciatori italiani. Il nostro calcio, il Calcio, oggi è noioso. Prima era più basato sul contropiede e sulla velocità. Grande attenzione, buona tattica. Oggi cercano di divertirsi passando il pallone. Si compiacciono… Sono stanco di vedere queste cose, la verità. Ha perso identità".
"In Italia ci sono tanti talenti, ma non li valorizzano come meritano – continua Baggio – Non li formano, non ci lavorano. Non hanno opportunità in Serie A. Il nostro campionato vuole già giocatori pronti e formati. Niente coltivazione di fuoriclasse. Inoltre, il 99,9% è straniero. Gli italiani fanno fatica a emergere per esordire in prima squadra. Anche io avrei problemi oggi, perché tutto è già occupato, saturo. Stiamo rischiando di sprecare i nuovi Roberto Baggio, Vieri, Cannavaro… È pericoloso. Se non si inverte la rotta, non so cosa succederà. Dalle giovanili, ogni anno dovrebbero far salire quattro o cinque giocatori in prima squadra per farli crescere lì. Poi, se vuoi, li valorizzi e li vendi. Prima si faceva così con noi".