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Delio Rossi lascia il Foggia perché troppo coinvolto: “Ho lavorato da recluso dormendo 3 ore”

Delio Rossi ha annunciato il suo addio al Foggia dopo la finale playoff di Serie C persa contro il Lecco. L’allenatore ha spiegato di essere stato troppo coinvolto in questa sua esperienza: “Dormivo tre ore al giorno e mangiavo una sola volta”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Il triplice fischio della sfida valida per la finale playoff di Serie C tra Lecco e Foggia ha decretato come vincitrice la squadra lombarda che è tornata in B dopo ben 50 anni. Pugliesi battuti sia all'andata che al ritorno con la consapevolezze però di aver dato tutto in questi playoff trainati soprattutto dall'esperienza e dal carisma di uno come Delio Rossi. L'allenatore riminese, che nel Foggia ha militato da calciatore dall'81 all'87 per poi diventare anche tecnico nella stagione 1995/1996, ha annunciato in conferenza stampa il suo addio al club.

Arrivato a 4 giornate dalla fine, in 83 giorni ha regalato alla città un sogno cullato a suon di gol e rimonta, specie negli ultimi minuti. In conferenza stampa ha spiegato la sua decisione senza peli sulla lingua, liberandosi di un peso che si portava sin dal primo giorno in cui è tornato a Foggia: "La prima cosa che ho fatto è spegnere il telefono, non ho chiamato amici, parenti, nessuno – ha dichiarato – Non è stato facile, qui ho affetti, conoscenze e amicizie e ho lavorato 24 ore al giorno da recluso, non ho fatto una passeggiata, non sono andato una volta in centro, non sono mai andato in un panificio, ho pensato 24 ore al giorno al Foggia".

Rossi racconta per filo e per segno le sue giornate vissute fondamentalmente concentrato solo sul Foggia: "Mangiavo una volta al giorno, dormivo 3 ore a notte – ha aggiunto ancora – Conosco il mio modo di fare calcio, soprattutto in questa città. Ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare il Foggia, altri avevano fatto finta di farlo. Quello che ho chiesto al presidente me l'ha concesso". Delio Rossi ha dunque messo a nudo tutte le sue sensazioni ed emozioni: "Penso che sia sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto questa squadra – spiega – Sono venuto a quattro giornate dalla fine, mi ha chiamato un certo signor Sapio, non sapevo neanche chi fosse e ci siamo incontrati a Napoli e se chiama il Foggia e ci vado a parlare significa che ci voglio venire".

Delio Rossi ha vissuto un'esperienza diversa rispetto alle altre piazze in cui ha militato, sicuramente molto stimolante e forte emotivamente: "Ho chiesto solo di darmi un gruppo di lavoro, economicamente quello che mi potevano dare, solo vitto e alloggio per me e il mio collaboratore fedele – ha aggiunto – Ho parlato col presidente 10 minuti nella sua azienda a Bari. Gli ho detto: ‘io vengo, Foggia è la mia città, però non vengo per quattro partite. Vengo per quattro partite più un anno, anche per essere credibile nei confronti di un gruppo".

Alla fine quell'anno in più che aveva prefissato non si è realizzato e il Foggia dovrà ora cercare un altro tecnico come lui capace di trainare un intero spogliatoio, un gruppo, una tifoseria e un'intera città a quel sogno chiamato Serie B. Difficile comunque trovare un tecnico capace di parlare in questo modo del Foggia: "Per ricoprire questo ruolo serve razionalità, ma non riesco ad esserlo: sono troppo coinvolto, è questo il motivo per cui vado via". 

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