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Del Piero spiega cosa conta davvero alla Juve: “Non si tratta solo di vincere o guadagnare”

L’ex capitano bianconero indica la rotta dopo l’eliminazione dalla Champions contro il Galatasaray: “La Juventus deve tornare a fare questo contro tutto e tutti, gli avversari o gli eventi sfortunati”.
A cura di Maurizio De Santis
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Divertirsi, vincere, guadagnare? No, alla Juventus non basta. Se indossi quella maglia, c'è dell'altro che conta davvero. Alessandro Del Piero riparte dall'eliminazione dalla Champions League per "un interno sinistro" (si riferisce al tiro di Zhegrova fuori bersaglio, ndr) per proporre l'analisi della partita contro il Galatasaray. Pinturicchio parla di "senso d'appartenenza impagabile", fa un discorso che sembra d'altri tempi e invece è strettamente attuale in un calcio che spesso perde la bussola. La rotta è sempre la stessa: "Devi far battere il cuore dei tuoi tifosi e rendere fiera la tua gente". E l'applauso tributato dal popolo bianconero ha valore di una standing ovation sentita, genuina, spontanea e meritata perché chi era allo Stadium (e anche quelli da casa) hanno capito che la Juve ha dato tutto anche quando s'è trovata in dieci per quell'espulsione col VAR (Kelly) molto severa.

"Questo è lo spirito giusto. Lo spirito che è mancato, anche un po' ieri all’Inter, se posso essere sincero – dice De Piero -, e che alla Juve manca troppo spesso ed è per questo che comprendo il termine usato da Capello quando definisce un po' lunatica questa squadra".

Del Piero: "Uno spirito da mostrare in ogni partita"

Orgoglio, cuore, intensità sono stati una costante della squadra che ha sfiorato l'impresa col Galatasaray, che è arrivata un tanto così dal lasciare un segno nella storia e scriverne una delle pagine più belle: 120 minuti di impegno totale e di emozioni forti per il pubblico presente sugli spalti e che ha seguito con pathos la sfida dalla tv. Questo approccio, però, non deve essere qualcosa di eccezionale, la più classica fiammata da fuoco d'artificio che incanta e finisce là, ma la norma. Un concetto che Del Piero scandisce sia nel collegamento con l'emittente americana, CBS, nel dialogo con Thierry Henry sia nell'intervento su Sky Sport.

"La prestazione è stata spettacolare sotto ogni punto di vista – è stato il commento dell'ex capitano -. Si è visto uno spirito che dovrebbe essere l'ideale da mostrare in ogni partita. Purtroppo a volte questo manca… ma contro il Galatasaray è stato evidente".

Il senso d'appartenenza e il peso della maglia

Il pubblico ha risposto presente, dimostrando come il legame con i calciatori sia più forte di ogni risultato, anche quello più cocente. "I giocatori hanno il dovere di rendere fiera la loro gente. Questo deve essere l’obiettivo principale del calcio, non solo vincere o guadagnare. Il senso di appartenenza, in momenti come questo, è impagabile. I tifosi della Juve sapevano che questa squadra non avrebbe potuto vincere la Champions, ma hanno visto giocatori che hanno dato tutto".

Perché la sconfitta con il Galatasaray è un punto di partenza

L'anno di ricostruzione della Juventus prosegue, e la prossima sfida contro la Roma sarà fondamentale per non perdere ulteriore terreno. E proprio quello che è accaduto in 120 minuti agonisticamente intensi (anche se amari) non rappresenta una sconfitta ma un punto da cui ripartire. "La Juventus deve tornare a fare questo, contro tutto e tutti, gli avversari o gli eventi sfortunati di una partita", la chiosa di Del Piero.

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