Dejan Kulusevski: “L’infortunio di due anni una scuola: non tutti si sono fatti sentire. Racconterò tutto”

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“Tantissima solitudine, devi essere forte da solo”. Le toccanti parole di Kulusevski dopo il rientro in campo a quasi due anni dal grave infortunio al ginocchio.

Il grave infortunio che ha tenuto Dejan Kulusevski lontano dai campi di calcio per 526 giorni gli ha permesso di conoscere meglio se stesso. Anche le situazioni più negative della vita e della carriera possono comunque concedere delle opportunità: per lo svedese, tornato in campo con il Tottenham nella vittoria per 3-1 contro il Coventry, c'è stata la possibilità di riflettere anche sui rapporti umani e conoscere meglio chi lo circonda in campo e fuori. A parte la famiglia, quello che emerge dal suo intervento post gara è un inno all'"aiutati che Dio ti aiuta".

Due operazioni al ginocchio, una lunghissima riabilitazione e poi riecco la luce con De Zerbi che gli ha concesso pochi minuti per iniziare a riprendere confidenza con il calcio vero e con le partite. Apparentemente freddo l'ex Juventus, si è sciolto quando ha trovato sua figlia con la maglia con il suo nome ad aspettarlo. In tutti questi mesi senza poter giocare Kulusevski ha capito tante cose, anche di chi potersi fidare: "Il supporto è tutto, ovviamente. La famiglia è la cosa più importante che ci sia. Ma c'è anche molta solitudine, tantissima solitudine. Quindi devi essere forte tu stesso e non tutti si fanno sentire costantemente per un lungo periodo di tempo. Quindi devi contare su te stesso e amarti. Alla fine della giornata, devi essere forte anche da solo".

Al di là della fisiologica amarezza e frustrazione per non poter fare quello che gli riesce meglio, l'attaccante ha saputo sfruttare al massimo i quasi due anni di stop per il problema alla cartilagine della rotula. E infatti lo svedese ha saputo capitalizzare al massimo il tempo a disposizione per crescere anche umanamente: "Bisognava solo avere pazienza. Kobe Bryant diceva sempre che la tempesta alla fine passa. È stato come andare a scuola – riporta Sportbladet -È stato assolutamente fantastico e in futuro avrò più tempo per raccontare tutto. Ma è stato molto speciale. Non credo che nessuno abbia capito quanto sia stato speciale".

E il Tottenham ha un grande bisogno del miglior Kulusevski per provare a scalare la classifica. La vittoria sul Coventry dopo mesi difficili ha sicuramente restituito serenità ad un ambiente un po' in subbuglio dopo un inizio stagione complicato. Festa grande per lui nello spogliatoio, proprio per il peso specifico che l'ex Serie A può avere nel prosieguo della stagione. Lo sa bene Roberto De Zerbi, mostratosi entusiasta tanto per i 3 punti quanto per la possibilità di poter contare sul giocatore, seppur per ora a giri ridotti.

E se le doti tecniche e la duttilità tattica non sono mai state in discussione, l'unica incognita è rappresentata dalla tenuta fisica, unita però alla consapevolezza di una crescita mentale importante. Proprio la solitudine e la pazienza con cui si è confrontato possono essere un fattore ora, quando ci sarà da recuperare il miglior smalto possibile. Certo è che Kulu sempre mostratosi intelligente in campo, ha dimostrato di essere un ragazzo davvero maturo e capace di affrontare ogni situazione anche le più difficili a viso aperto. E tutto gli tornerà utile per confrontarsi con i dettami del manager italiano e il suo calcio molto diverso da quello del passato. Forse ci vorrà tempo, ma lo svedese non ha fretta ora che è consapevole che il peggio è passato.

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