De Zerbi al posto di Tudor, ma i tifosi del Tottenham insorgono: “Non rispecchia i valori del club”

Igor Tudor sembra oramai avere i giorni contati e la pausa per le Nazionali potrebbe vedere un Tottenham al rientro con un volto nuovo in panchina. Il tecnico croato ha deluso, non ha convinto e ha esasperato l'umore di una piazza che non accetta un finale di stagione mesto e senza obiettivi. Così, il pressing alla dirigenza verso un, ulteriore, cambiamento: richiesta accettata a tal punto che da alcuni giorni di parla insistentemente del sostituto, Roberto De Zerbi, reduce dall'esperienza al Marsiglia e pronto ad un immediato ingaggio. Ma il suo nome ha trovato un muro, eretto da gran parte della tifoseria Spurs che non ha dimenticato "l'appoggio" del tecnico italiano a Mason Greenwood, suo giocatore in Francia e che ai tempi del Manchester United era finito a processo per tentato stupro: "Un allenatore del genere non rispecchia i valori del club".
A mettere un divieto importante al possibile approdo di De Zerbi sulla panchina del Tottenham, creando da subito un clima ostile al tecnico italiano, sono stati tre gruppi di tifosi, che rappresentano la comunità LGBTQ+ dei supporter del club inglese e che godono di un seguito importantissimo perché rispecchiano quella diversità etnica e culturale che da sempre è patrimonio degli Spurs: "Il club è responsabile di stabilire dei valori che influenzano come i suoi tifosi si sentono accolti e quali comportamenti sono considerati accettabili" si legge nel loro comunicato ufficiale, che si conclude con un invito perentorio: "Il motto insieme, sempre, deve pur significare qualcosa. Per noi significa no a De Zerbi".
Perché i tifosi contestano De Zerbi: "difese" Greenwood accusato di stupro
Ma perché questa "ostilità" nei confronti dell'allenatore italiano? Il motivo è da ricercarsi nell'atteggiamento e nelle dichiarazioni rilasciate da De Zerbi ai tempi del Marsiglia quando in squadra arrivò Mason Greenwood che, nella sua precedente avventura inglese, con il Manchester United, venne accusato di violenza e stupro, accuse poi cadute. De Zerbi, in quel frangente, sottolineò come per lui contasse unicamente la questione professionale, del campo: "Quella personale non rientra nei miei ragionamenti e decisioni", aveva dichiarato al momento dell'arrivo di Greenwood all'OM. Parole che oggi sono state prese a pretesto per considerarlo "indegno" di vestire e rappresentare i colori degli Spurs.
"Quando qualcuno in una posizione del genere difende pubblicamente un giocatore come Mason Greenwood e presenta le cose in modo da minimizzare la gravità dei fatti, è significativo, non solo di per sé, ma anche per ciò che implica", hanno sottolineato ancora i Proud Lilywhites, uno dei gruppi che ha contestato immediatamente l'eventualità di vedere De Zerbi in panchina. "Siamo orgogliosi dei progressi compiuti per rendere il calcio più inclusivo e accogliente. Questi progressi sono importanti e non dovrebbero essere messi in discussione o considerati secondari. L'ambiente che circonda la squadra deve riflettere i valori che il club dichiara di sostenere, l'unità e l'inclusione."