La Juventus ha fatto un piccolo passo indietro a Roma, sia nel risultato che nel gioco. Ma il feedback di fine partita è più che positivo, conferendo fiducia al nuovo progetto bianconero targato Pirlo. 4 punti in due partite non sono certamente un biglietto da visita irresistibile, eppure si respira aria serena senza drammi particolari: il doppio vantaggio della Roma, il nervosismo di Rabiot, gli errori iniziali di formazione, appaiono come piccoli errori marginali, di percorso, davanti ai quali si fa ‘spallucce' e si guarda oltre.

Un atteggiamento radicalmente opposto a quanto si era verificato durante l'ultima gestione Sarri, in cui aleggiava nell'aria sempre un clima di diffidenza attorno al tecnico la cui scelta non aveva soddisfatto molti, tra dirigenza e giocatori. Tra questi, c'era senza dubbio anche Cristiano Ronaldo che ha sempre portato il proprio impegno in campo e fuori ma non ha mai legato realmente con l'allenatore. Cosa invece, che sta avvenendo già con Andrea Pirlo, supportato dal portoghese fin dal giorno della nomina.

Ed è questo il ‘quid' cui ha puntato la Juventus: soddisfare chi in campo alla fine fa la differenza, è chiamato a trascinare la squadra alla vittoria. Contento lui, la metà del lavoro è già stata fatta. Poi si crescerà, ci sarà il tempo di migliorare, di trovare l'alchimia giusta in un clima di partecipazione e aiuto reciproco. Non è un caso che le dichiarazioni di Cr7 non sono state incentrate sulle difficoltà e i problemi riscontrati all'Olimpico.

Quel "ci si diverte di più" rivolto al gioco di Andrea Pirlo, al di là del singolo risultato, arriva come una fucilata alle spalle di Maurizio Sarri da parte del portoghese che si è liberato di un pensiero mai realmente espresso nei mesi scorsi se non con cenni di insofferenza sporadici. Oggi, giocare nella Juventus di Pirlo è divertente. Il presupposto ideale perché domani diventi anche vincente.